Oggi pubblichiamo la ventiseiesima puntata del nostro approfondimento sulla storia degli Effetti speciali al cinema, con cui ripercorriamo alcuni dei momenti più memorabili passati sul grande schermo

Nel 1988, Paperino, Duffy Duck, Topolino e Bugs Bunny comparvero per la prima volta insieme sul grande schermo. Con loro anche moltissimi altri personaggi animati sia di Disney che di Warner Bros. furono scritturati per “recitare” fianco a fianco con un buffo coniglio dalle orecchie lunghe, la sua sexy mogliettina e un cast di attori in carne e ossa. La grande occasione fu data dal film Chi ha incastrato Roger Rabbit? che, mescolando live action e animazione tradizionale, richiamava alla memoria successi di vent’anni prima come Mary Poppins e Pomi d’ottone e manici di scopa.  E vent’anni non erano passati certo in vano… I progressi fatti nel campo degli effetti speciali, dal motion control (che permetteva un controllo computerizzato delle telecamere) all’uso dello split screen (la divisione dello schermo in due o più parti) e del blue screen consentirono di realizzare un’opera senza precedenti, cui contribuì (neanche a dirlo) anche la ILM (la Industrial Light & Magic) di George Lucas. A credere nel progetto, il cui budget lievitò tanto da spingere Disney a ipotizzarne la cancellazione, furono i soliti coraggiosi e lungimiranti Steven Spielberg, che coproduceva il film, il regista Robert Zemeckis, reduce dallo strepitoso successo di Ritorno al futuro, e Jeffrey Katzenberg (oggi amministratore delegato della DreamWorks) allora produttore esecutivo della Disney e convintissimo che Roger Rabbit avrebbe “salvato il dipartimento di animazione della Disney” che stava vivendo un periodo non eccezionale. E così fu, visto che il film sbancò i botteghini piazzandosi al 20esimo posto dei maggiori incassi della storia.

Ecco come lavorarono per dare vita al film:
Sul set, mentre venivano girate le scene live-action, erano presenti i doppiatori dei personaggi animati che recitavano la loro parte per facilitare le riprese e gli attori. Anche il doppiatore di Roger Rabbit, Charles Fleischer, era presente sul set e recitava alcune scene travestito da coniglio per rendere meglio l’idea… Per facilitare il lavoro di post produzione furono utilizzati anche dei bracci robotici che eseguivano le azioni basilari su cui poi gli animatori avrebbero costruito i personaggi cartoon (vedi al minuto 05:40 del video sotto).
Un altro stratagemma utilizzato fu quello di chiamare all’appello burattinai che muovessero alcuni oggetti per simulare i movimenti dei personaggi (come pistole appese a fili o piatti).  Il film fu quindi il risultato della sinergia creata dai maghi degli effetti speciali e dall’arte dei burattinai.
Quando gli attori conclusero la loro parte, fu il turno degli animatori, diretti da Richard Williams (ad oggi è ritenuto uno dei migliori animatori che Disney abbia mai avuto!) che realizzarono a mano la bellezza di 82 mila frame per dare vita ai personaggi del film! Ogni frame fu fotografato e impresso  sulla pellicola come era sempre stato fatto fin dai tempi di Mary Poppins. La marcia in più fu impressa dalla Industrial Light & Magic che aggiunse luccichii, ombre (vi ricordate il vestito di Jessica Rabbit?!) per dare “tridimensionalità” e rendere realistici i cartoon.

Chi ha incastrato Roger Rabbit?

Eddie Valiant (Bob Hoskins) entra nel Club in cui si esibisce Jessica Rabbit. Nel locale, l’Ink & Paint Club, Paperino e Duffy Duck si stanno esibendo insieme al pianoforte, in quella che fu la prima e unica scena che li vide fianco a fianco sul grande schermo.

Il making-of raccontato dal doppiatore Charles Fleischer

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