Oggi pubblichiamo la ventesima puntata del nostro approfondimento sulla storia degli Effetti speciali al cinema, con cui ripercorriamo alcuni dei momenti più memorabili passati sul grande schermo

Di lupi mannari sul grande schermo se n’erano visti già parecchi, ma mai prima del 1981 gli spettatori avevano potuto assistere così da vicino alla trasformazione di un essere umano in un licantropo. John Landis nella sua horror-comedy Un lupo mannaro americano a Londra infatti aveva deciso di mostrare tutti i passaggi che avrebbero mutato l’attore David Naughton nella bestia pelosa e assetata di sangue. A divertire e terrorizzare il pubblico (e a “torturare” Naughton) ci pensò Rick Baker, un truccatore che aveva già bazzicato i set di Guerre stellari e Fury di Brian De Palma e destinato a entrare nella storia del cinema grazie alle sue “creazioni”. Fu proprio a lui che Landis sottopose la sua idea di mostrare al pubblico la trasformazione del cranio del personaggio, facendola sembrare dolorosa: «Se una mano si trasforma in una zampa è doloroso. Volevo che le ossa scricchiolassero. La metafora di un’erezione… ». Landis chiese a Baker “la cosa peggiore che si può chiedere a un truccatore”: niente inserti e una luce forte, dura, fluorescente. Il suo desiderio era esattamente quello di far credere allo spettatore che tutto accadesse davvero sullo schermo. E così fu. Il pubblico vide Naughton trasformarsi nel lupo tra urla angoscianti e convulsioni, con le costole sulla schiena e la spina dorsale che si inarcava. Calchi facciali, applicazioni di protesi per trasformare le mani in artigli micidiali, i denti in zanne e la spina dorsale di un bipede in quella di una bestia a quattro zampe, insieme a peli applicati uno a uno furono gli stratagemmi utilizzati da Baker per rendere tutto molto realistico. Fu fatto persino uno stampo del corpo di Naughton, lasciando aperture per farlo respirare e avvolgendolo di bende per ingessatura per rafforzare lo stampo che a sua volta veniva riempito di alginato per riprodurre un modello in scala 1 a 1. I peli furono applicati uno a uno con una colla fredda spruzzata sulla pelle del povero Naughton che sulla schiena indossava invece una protesi per la spina dorsale.

Da uomo a lupo
Nella scena della trasformazione, quando lui è sdraiato per terra in realtà dell’attore sullo schermo si vedono solo braccia, spalle e testa perchè il resto del corpo è sotto il pavimento. «La giornata più lunga della mia vita», racconta Naughton nel commento al film del Dvd. L’intero processo richiese 6 giorni, durante i quali la troupe lo consolava ricordandogli: «In The Elephant Man lui aveva il costume tutti i giorni…».


La scena della trasformazione di David in licantropo. Dell’attore si vedono solo testa, braccia e spalle. Il resto è in un buco sotto il pavimento, mentre sopra il corpo è una protesi realizzata dal reparto artistico.

Torture da Oscar
E in effetti nella storia dei mostri cinematografici c’è stato chi ha dovuto patire molto più di lui: per esempio Boris Karloff o Lon Chaney Jr. in Frankenstein e ne L’uomo lupo (leggi la nostra puntata “L’ululato dell’uomo lupo“, e lo speciale dedicato all’edizione speciale doppio disco del film) dove entrambi finirono sotto le grinfie del truccatore dei truccatori: Jack Pierce che li teneva sotto i ferri anche per 12 ore filate (ve ne abbiamo parlato nella puntata “Tutti i mostri di Jack Pierce”). Memorabile anche il trucco realizzato per Jack Griffin, l’amico del protagonista che si decompone lentamente e che nell’ultima fase (nella scena del cinema porno) è sostituito da un pupazzo che era lui stesso a manovrare da dietro. Insomma il risultato fu talmente convincente da spingere l’Academy a inserire nel suo palmarès un nuovo premio dedicato proprio al make up che, naturalmente, fu assegnato a Baker, inaugurando così una carriera di successo che conta oggi ben 6 statuette dorate (quattro per il trucco e due per gli effetti speciali). A dimostrazione del fatto che a “creare meraviglie” sul grande schermo non sono solo i “trucchi” della post-produzione o gli ultimi ritrovati della meccatronica…

Un lupo mannaro americano a Londra – Trailer

Il film di John Landis Un lupo mannaro americano a Londra inaugurò una nuova era nel campo del make up per i film horror.

La scena della trasformazione di David in lupo mannaro

David tra spasmi e dolori si trasforma in un lupo mannaro. Una magia fatta dal truccatore Rick Baker che insieme al regista John Landis realizzò la scena di trasformazione più verosimile mai vista fino ad allora sul grande schermo. In questo video l’audio originale è sostituito dalla canzone dei Creedence Clearwater Revival, Bad Moon Rising, usata come colonna sonora del film.

Domani tornate a trovarci per la ventunesima puntata di Cinema ad effetto “Alien-ati da Ridley Scott

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