Quattro giorni di assoluta, vitale follia.

Così potrebbe essere riassunto il San Diego Comic-Con di quest’anno, evento che ha riservato una grandissima quantità di sorprese. Quella più piacevole è stata la presenza di alcuni dei più grandi cineasti internazionali, che non ci si sarebbe aspettati a una convention di questo tipo. Se un autore serio e piuttosto riservato come Michael Mann è venuto a incontrare un pubblico così vasto per presentare il suo nuovo film, Blackhat, ciò significa che il Comic-Con ha veramente conquistato un’importanza mediatica che sorpassa ormai il solo cinema mainstream legato all’universo fantastico. Lo stesso si potrebbe affermare per Christopher Nolan, anche se ovviamente si tratta di un regista più abituato a confrontarsi col grande pubblico. La presentazione a sorpresa del nuovo, entusiasmante trailer di Interstellar è stato di gran lunga l’evento più emozionante della convention, anche le immagini viste in anteprima sono maggiormente orientate verso l’esplorazione dei sentimenti contrastanti dei personaggi, soprattutto quelli interpretati dalla Hathaway e da McConaughey. Un momento di grande emozione, non soltanto per chi ama il cinema di Nolan o ha scoperto solo da poco la bravura del protagonista di Dallas Buyers Club.

La palma del personaggio più simpatico e vitale, però, l’ha vinta con grande distacco sugli altri Guillermo Del Toro, onnipresente ma sempre capace di rinnovarsi, sia nell’ironia pungente del suo modo di porsi, sia nei lavori che ha presentato. Un vero e proprio spirito libero, che opera ormai stabilmente dentro un sistema come quello hollywoodiano ma sa mantenere una gioia e una capacità di affabulazione sincere e totalmente coinvolgenti. È suo lo spirito che più si avvicina a quello del Comic-Con.

Gli altri grandi eventi legati alla manifestazione sono stati più o meno tutti come ce li aspettavamo: spettacolari, coinvolgenti, leggermente conditi con la furbizia con cui le Major hanno saputo montare il glamour più roboante. Ovviamente la partecipazione più fragorosa l’ha ottenuta la Marvel, che potendo servire un piatto succulento come Avengers: Age of Ultron non si è lasciata sfuggire l’occasione. Anche le altre major – soprattutto la Warner con Batman v Superman: Dawn of Justice – però non hanno sfigurato di fronte allo strapotere del gruppo di supereroi capitanato da Iron Man. Vedremo chi vincerà la prossima battaglia al botteghino americano e internazionale.


(foto Getty Images)

Insomma, il Comic-Con 2014 si è rivelato un circo fantasmagorico di enorme portata spettacolare, anche maggiore di quanto ci saremmo aspettati. Tutto è andato bene finché è arrivato il momento di confrontarsi con l’ondata di fan che tale meccanismo ha attratto a San Diego. Sabato 25 luglio nella ormai leggendaria Hall H del Convention Center alle dieci del mattino sarebbe iniziato il clou della manifestazione. Venerdì 25 alle sei del pomeriggio c’erano già in fila più di 14.000 persone per una sala che poteva contenerne “solamente” 6.700. Visto l’anticipo con cui si è manifestata una così grande affluenza di pubblico (enormemente superiore alle edizioni precedenti, bisogna sottolinearlo) gli organizzatori avrebbero potuto improntare delle misure eccezionali per fronteggiare la gigantesca ondata di fan. Un’altra sala dove trasmettere in diretta i panel ad esempio? Molti di quelli in fila avrebbero accettato di buon grado di assistere alle miniconferenze su altri maxischermi piuttosto che rimanere (come chi scrive) sedici ore in fila per poter entrare nella Hall H soltanto alle quattro e mezzo del pomeriggio…

Il Comic-Con è in tutto e per tutto – e giustamente, aggiungiamo – un evento rivolto al pubblico. Se però si invita anche la stampa per promuovere a livello mediatico manifestazione ed eventi, allora riteniamo giusto che la si metta in grado di svolgere decentemente il proprio lavoro, magari riservando spazio di manovra e sedie ai partecipanti. Di posto ce n’è per tutti, questo possiamo assicurarlo. Basta saperlo adoperare con lungimiranza.

Fatta eccezione per la maratona della fila sopra citata – esperienza comunque formativa e a suo modo divertente… – il SDCC2014 è stato un evento realmente fuori dall’ordinario, sanamente anarchico e bizzarro, capace di imprimersi in maniera indelebile nella memoria di chi lo ha vissuto. Aspettiamo già con trepidazione il 2015. Senza dimenticare che il prossimo autunno tocca nuovamente all’edizione di New York…

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