Eli Roth, il tuttofare che ama il sangue: da Aftershock a Green Inferno, tutti i progetti dell'erede di Tarantino
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Eli Roth, il tuttofare che ama il sangue: da Aftershock a Green Inferno, tutti i progetti dell’erede di Tarantino

Il regista/attore/sceneggiatore/produttore americano, presto protagonista del disaster movie Aftershock, parla dei suoi prossimi progetti e del futuro del cinema horror

Eli Roth, il tuttofare che ama il sangue: da Aftershock a Green Inferno, tutti i progetti dell’erede di Tarantino

Il regista/attore/sceneggiatore/produttore americano, presto protagonista del disaster movie Aftershock, parla dei suoi prossimi progetti e del futuro del cinema horror

Regista, produttore, sceneggiatore e ora – in realtà da un po’ di tempo a questa parte – anche attore: Eli Roth è uno che ama esplorare il mondo del cinema da tutte le angolazioni. E dopo averlo visto sparare in faccia a Hitler nel glorioso finale di Bastardi senza gloria, nonché averlo invidiato per il suo cameo nelle vesti di “giudice di Miss Maglietta Bagnata” in Piranha 3D di Alexandre Aja, da domani chi abita negli States potrà goderselo anche come protagonista assoluto in una pellicola: si intitola Aftershock, è diretta da Nicolas Lopez ed è un disaster movie ambientato durante il terremoto del 2010 che ha devastato il Cile; nel film, Roth è protagonista, insieme a due amici, di un viaggio – diciamo così – di piacere nel Paese sudamericano, che comincia con una serata folle insieme a tre splendide ragazze (Andrea Osvart, Lorenza Izzo e Natasha Yarovenko) e finisce nell’inferno della terra che trema – inferno che, incidentalmente, è presente anche nell’altro progetto cinematografico recente di Roth, quel Green Inferno di cui vi abbiamo già parlato qui.

Oggi Collider pubblica una lunga intervista al tuttofare americano, nella quale si parla di Aftershock, di Green Inferno e molto altro. Vi riportiamo qui sotto le dichiarazioni più interessanti.

Su Aftershock
«È prima di tutto un film che parla di scelte morali. Ci abbiamo messo una notte intera solo a decidere quali fossero i piccoli problemi che affrontano i nostri personaggi, quelle piccole noie che ci disturbano tutti i giorni: voglio un iPhone 5, qualcuno ha parlato male di me su Twitter, la mia fidanzata non mi risponde… cose che ci sembrano imprescindibili finché non succede qualcosa di davvero grave. Aftershock è soprattutto una lunga serie di difficili scelte morali: bene, sono sopravvissuto al terremoto, congratulazioni, ora cosa faccio, entro in quell’edificio pericolante da cui proviene il pianto di un bambino o lo ignoro? Il film non vuole dare giudizi, solo mostrare quanto sono terrificanti le regole della nostra società».

«Tutto quel che accade nel film è ispirato a storie vere, persino la parte in cui ci sono preti e suore che si incontrano sotto terra per far sesso e nascondere i bambini. È tutto merito di Nicolas (Lopez,il regista, ndr), che conosce tutti questi aneddoti impressionanti. Sono eventi che ti cambiano, è il motivo per cui Nicolas ha deciso di dedicarsi all’horror dopo aver fatto solo commedie (che sono divertentissime). E poi Nicolas è un pioniere, abbiamo girato tutto con pochissimi soldi, volevamo che il film fosse davvero low budget, quindi per esempio ci sono solo un paio di momenti in cui abbiamo usato la CGI e basta».

Su Green Inferno
 
«L’abbiamo quasi finito, dobbiamo solo sistemare suoni e musica. Il trailer, però, non arriverà finché non abbiamo una data di uscita precisa».

Su Hemlock Grove e Netflix
«Netflix ci permette di fare quella che chiamo “everywhere release”. Prendi L’ultimo esorcismo 2 o L’uomo dai pugni di ferro: sono andati bene al botteghino perché sono costati poco e non hanno speso quasi niente in pubblicità, hanno preferito arrivare in più sale possibile negli States. È un modo nuovo per fare film, non puoi pensare di uscire al cinema contemporaneamente ad Iron Man a meno che tu non stia facendo Il grande Gatsby o Fast & Furious 6. Nicolas mi ha detto: “Zio, mia sorella ha 14 anni, guarda tutto sul suo iPad, non gliene frega un cazzo della sala cinematografica”. È un modo nuovo di usufruire del cinema. Ovviamente spero che Aftershock vada bene anche in sala, ma a meno che tu non abbia per le mani un blockbuster non puoi sperare che sia quella la fone principale di guadagno».

Sui suoi progetti futuri
«Innanzitutto vorrei finire il mio script di Endangered Species, ma ogni volta che lo dico succede qualcosa che mi fa cambiare idea… il miglior consiglio in questo senso me lo diede Guillermo del Toro quando uscì Cabin Fever e io non sapevo cosa fare dopo. Mi disse: “Scegli il progetto che te lo fa venire duro. Devi pensare al film e aver voglia di farci sesso selvaggio. Ecco perché ora non riesco a pensare ad altro che a Green Inferno».

Sullo stato dell’horror attuale
«Ho visto parecchia roba interessante, in particolare Clown e The Sacrament».

Fonte: Collider

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