Come noto Il New York Film Festival ha ospitato l’anteprima mondiale di Gone Girl–L’amore bugiardo, nuova regia di David Fincher tratta dal best-seller di Gillian Flynn e interpretata dalla coppia inedita Ben AffleckRosamund Pike. Al termine della proiezione stampa, tenutasi nella cornice elegante dell’AMC Lincoln Square, il cast ha risposto ad alcune domande dei giornalisti.

La prima a interagire con la stampa è stata proprio la scrittrice, responsabile anche dell’adattamento cinematografico: «All’inizio speravo tantissimo che David Fincher scegliesse proprio me per adattare il romanzo, poi quando l’ha fatto ne sono rimasta terrorizzata. Per me l’importante non era rimanere ottusamente fedele alla trama del libro ma ritrovarne il tono, le atmosfere, soprattutto l’umorismo dark, che credo di condividere con David. Non è un thriller su chi ha commesso il crimine quanto piuttosto sulle modalità che regolano una vita di coppia, con tutte le sue difficoltà
Ad avvalorare questo concetto è intervenuta anche la protagonista del film, Rosamund Pike: «La cosa che mi è piaciuta nel girare Gone Girl è che abbiamo dissezionato da ogni possibile angolazione cosa significa oggi un rapporto di coppia. Abbiamo cercato di capire come si passa dall’amore romantico degli inizi a un rapporto tossico, che avvelena entrambi i membri di una coppia.»
Accanto a lei un Ben Affleck elegante e sornione, il quale ha sviscerato quale sia stata per lui la sfida proposta dal ruolo di Nick Dunne: «Si trattava riproporre al pubblico la semplicità di un personaggio, di una psicologia come quella di Nick che andando avanti con la storia non si rivela affatto tale. La cosa bellissima del film è che parlava di quanto sia difficile portare avanti una relazione quando non si riesce più a guardare agli altri ma solo a se stessi. Volevamo esporre il lato dark di un matrimonio, e David è il regista perfetto per questo tipo di operazioni
Rosamund Pike ha voluto anche lei esprimere il suo apprezzamento nei confronti del metodo di lavoro di Fincher: «Alla fine è un bene avere un regista che ti segue passo per passo, che ti domanda molto ma non in maniera autoritaria, rimane lì con te a lavorare sul personaggio. Se chi ti dirige ha una visione precisa di ciò che vuole, anche il lavoro dell’attore diventa più semplice. Non abbiamo girato in ordine cronologico, quindi ciò era ancor piùnecessario. E’ stato molto divertente saltare avanti e indietro dentro una personalità così complessa, anche a livello fisico la sfida è stata notevole. Anche per Ben, che ha accettato di diventare Batman mentre stavamo girando il film, e col passare delle riprese stava entrando nel ruolo. A dire il vero, nella scena sotto la doccia speravo di essere con Batman» (risate tra il pubblico, ndr)

Alla fine, proprio lo stesso Fincher ha detto la sua sull’atmosfera che regna sui suoi set: «Penso che tutti i discorsi sulla pressione che gli attori sentono sul set molto spesso siano sciocchezze, la tensione semmai è preesistente perché c’è gente che sta lì per fare al meglio il proprio lavoro. Gli attori sono parte di una squadra concentrata su uno stesso obiettivo, vengono scelti apposta perché sono adatti a determinati ruoli. Tutti lavoriamo insieme concentrati per far bene il nostro lavoro in un lasso di tempo piuttosto breve. Ogni film comincia con un concetto, che deve essere espresso. Man mano che ci si lavora si trovano delle componenti adatte per questo. E ciò significa musiche, fotografia, interpretazioni e tutto il resto. Attori compresi.»

Qui di seguito alcune immagini della conferenza stampa.

 

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