Quando si tratta di cinecomic, un tocco di humour è l’ingrediente fondamentale per una ricetta di successo, oltre a scene epiche e personaggi memorabili. Lo sa bene la Marvel, che ha fatto dei suoi film un sinonimo di puro divertimento per il pubblico, vedi Avengers e Guardiani della Galassia.
Lo stesso tipo di trattamento, invece, non può essere attuato per Batman: nulla del suo personaggio predispone alla risata facile. Bruce Wayne è un uomo affascinante e a tratti affabile, ma il vero scopo della sua esistenza nasce dalla rabbia per la morte dei genitori.

Rabbia, ecco la parola giusta. Il furore con cui l’Uomo Pipistrello si scaglia sui nemici è un tratto distintivo del supereroe, e non si può certo cambiare. Dopo la trilogia di Nolan, riuscirà Zack Snyder a ricreare appeal tra i fan e Batman, pur senza ricorrere al divertimento?
Ben Affleck, che come tutti sappiamo presta il volto al vigilante di Gotham, è sicuro che il fascino del suo personaggio derivi proprio dai sentimenti di rabbia che ne indirizzano le gesta: «penso che sia necessaria, è storica, parte stessa della tradizione del film. Per me, la rabbia è custodita così in profondità che quando si scatena è come un’esplosione. Di solito cerco sempre di essere gentile, rispettoso, di andare oltre dicendomi “non far caso a questo, non far caso a quello”, poi la rabbia infine emerge e non è facile da controllare. Non divento furioso come Wolverine, ma questo è uno degli aspetti del mio carattere».
Che gli sia servito per interpretare al meglio Batman?

Fonte: collider 

© RIPRODUZIONE RISERVATA