“Sherlock Holmes è il primo superoe”. Non ha dubbi Guy Ritchie nel presentare a Roma il secondo episodio di Sherlock Holmes – Gioco di ombre (nelle sale dal 16 dicembre) «che», preannuncia il regista, «non sarà l’ultimo della serie». Continuano i travestimenti e le scene d’azione condite con l’ironia del primo episodio. Ma qual è il vero successo della serie? Ce lo ha raccontato il regista Guy Ritchie, ospite a Roma per l’anteprima del film.

BEST MOVIE: «Il primo Sherlock Holmes è stato un successo di critica e pubblico. Qual è il segreto?»

GUY RITCHIE: «Il merito è dello scrittore sir Arthur Conan Doyle. Con i suoi racconti è stato il precursone di tutti i supereroi e di tutte le spie come James Bond. Lo stile indipendente del film insieme al grande potenziale commerciale sono gli ingredienti del successo. Il pubblico ha apprezzato il nostro sforzo creativo e produttivo. A 100 anni di distanza Sherlock è un personaggio che ancora attrae. E la nostra versione cinematografica è davvero per tutta la famiglia».

BM: «Come avete lavorato sul sequel?»

GR: «La prima domanda che ci siamo fatti è: come evitare che il secondo episodio non sia una “schifezza”? L’entusiasmo del team creativo, il nostro saper discutere e litigare, i contributi di ciascuno hanno trasformato il film in un prodotto divertente . Mi piacerebbe realizzare tanti sequel se si continua a mantenere questo spirito».

BM: «Ci sarò un terzo episodio?»

GR: «Non svelerò particolari del film. Non avremmo prodotto il secondo episodio se il pubblico non avesse reagito bene. Quando si fanno i sequel ci sono tanti particolari che si perdono. Abbiamo lavorato partendo da un obiettivo forte, quello di approfondire. La nostra prima decisione è stata quella che fosse Watson a raccontare una storia dolorosa, interessante e misteriosa. Jude Law, con la sua versione di Watson, è una parte fondamentale del film. Non è qui a Roma a promuovere il film perchè è sul set di Anna Karenina (il nuovo film di Joe Wright ndr)»

BM: «Come avete lavorato sul set?»

GR: «Non ci siamo mai accontentati. Arrivavamo la mattina sul set cercando di chiederci: come possiamo migliorare questa scena? Davvero lavoravamo su ogni dettaglio. Un esempio è la scena del matrimonio di Watson quando arriva ubriaco fradicio in chiesa. Sul set abbiamo deciso che dovevamo evitare i dialoghi e quindi dovevamo puntare tutto sui gesti».

BM: «Rispetto al primo c’è un nuovo personaggio, una zingara che collabora con Sherlock Holmes».

GR: «In questo secondo episodio mi piace dire che finalmente il girl power emerge. Era importante inserire una forte presenza femminile. Abbiamo scelto per la zingara un’attrice come Noomi Rapace che finora ha lavorato solo per produzioni indipendenti. Ma non dobbiamo dimenticare Kelly Reilly (la moglie di Watson) che è una bravissima attrice».

BM: «Come vi è venuta l’idea di scegliere Stephen Fry per Microft, il fratello di Holmes?»

GR: «A dire il vero non è una mia idea. Il mio amico Chris Martin (il leader dei Coldplay ndr) ha una passione per Sherlock Holmes. È stato lui a suggerirmi di inserire Stephen, un attore e un autore. La prima volta che ci siamo incontrati non è stato facile. La sua bravura ti intimidisce. Ma quando in una scena si è spogliato la sua presenza non ci ha più intimorito».

BM: «In questo Sherlock ci sono più travestimenti del solito».

GR: «Sherlock divertirà il pubblico con i suoi travestimenti. È un personaggio moderno, stravagante. Ma il film doveva essere fresco e divertente, due attributi che ci hanno guidato nella produzione. L’estetica del film non deve essere necesseriamente uguale all’originale letterario. È rimasta però sempre forte l’amicizia tra Sherlock e Watson che sono migliori amici. Anzi direi che Watson è l’unico migliore amico per Sherlock, che ha un carattere difficile. Senza dimenticare che l’amiciza vera che c’è nella vita tra Jude Law e Robert Downey Jr. è anche uno degli ingredienti che hanno reso forte la nostra versione di Sherlock». (Foto di Getty Images)

Leggi l’intervista a Robert Downey Jr.

Scopri tutte le novità su Sherlock Holmes: Gioco di ombre

Ecco una gallery del film:

© RIPRODUZIONE RISERVATA