Gwyneth Paltrow

Nel suo recente passato Gwyneth Paltrow, premio Oscar per Shakespeare in Love (statuetta dorata contestata qualche tempo fa da Glenn Close) e interprete di Pepper Potts nel MCU, aveva formalmente ufficializzato il suo addio al cinema, sostenendo di averne abbastanza della recitazione.

L’attrice, negli ultimi tempi, si è infatti concentrata maggiormente sul suo marchio di lifestyle Goop, inanellando di conseguenza molti meno credits su IMDB. Dopo le “candele che odorano come la mia vagina” e la fantastica tavola Ouija glitterata – perfetta per evocare i demoni più fashion dell’Inferno -, l’attrice aveva lanciato ad esempio un nuovo oggetto sul market del suo brand Goop: un libro da colorare dedicato alla vulva (qui i dettagli).

Di recente, in una conversazione con Naomi Campbell, la Paltrow ha svelato in compenso che tornerebbe sul set soltanto a una condizione, ovvero, come ha dichiarato lei stessa: «Solo se potessi scop*** lo scrittore». Una battuta hot per dire, di fatto, che la Paltrow tornerebbe a recitare solo in un film riconducibile al marito Brad Falchuk, scrittore e produttore.

L’attrice l’ha dichiarato al talk No Filter with Naomi (in fondo all’articolo trovate il video completo dell’intervista): «Se mio marito scrivesse qualcosa e mi volesse, allora lo farei… Sai, mai dire mai. Mi piacerebbe risalire sul palco un giorno, amo davvero recitare a teatro».

Dal suo addio alla recitazione, la Paltrow si è limitata a vestire i panni di Pepper Potts nei film della Marvel ed è stata protagonista della serie tv Netflix The Politician, creata e prodotta proprio dal marito, a conferma del fatto che la sua dichiarazione è da prendere sul serio e che per il momento non ha intenzione di cimentarsi con altri progetti e guardarsi attorno.

A proposito del suo ritiro aveva detto, ai microfoni dell’emittente radiofonica Sirius XM: «Parte del lavoro è essere sempre giudicata dal pubblico. Essere criticata per tutto ciò che fai, dici o indossi. Sono al centro dell’obiettivo da quando ho 26 anni… è ora di dire basta».

Fonte: CinemaBlend

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