I personaggi peggiori di Squid Game ricordano davvero la persona alla quale molti hanno pensato
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I personaggi peggiori di Squid Game ricordano davvero la persona alla quale molti hanno pensato

Il creatore della serie Netflix ha ammesso il parallelismo con una delle figure più controverse della nostra epoca

I personaggi peggiori di Squid Game ricordano davvero la persona alla quale molti hanno pensato

Il creatore della serie Netflix ha ammesso il parallelismo con una delle figure più controverse della nostra epoca

squid game 3, i vip ricordano elon musk

Mentre la terza e ultima stagione di Squid Game chiude il cerchio di una delle serie più impattanti dell’ultimo decennio, il suo creatore conferma quello che molti spettatori avevano già intuito: i VIP mascherati, simbolo di potere estremo e disumanizzazione, ricordano da vicino una delle figure più controverse della nostra era. In un’intervista concessa a Time, Hwang Dong-hyuk ha ammesso le somiglianze tra questi villain e il miliardario Elon Musk (pur precisando che i personaggi non sono direttamente modellati su persone reali).

Nel corso della serie, i VIP sono raffigurati come uomini disgustosamente ricchi, anglofoni, spettatori passivi (e poi attivi) della carneficina che si consuma nei giochi. Ma nell’ultima stagione – il cui finale ricorda moltissimo un altro film di Netflix -, il loro ruolo evolve: si tolgono le maschere, entrano nel campo e uccidono personalmente alcuni concorrenti sconfitti, incarnando così una riflessione più diretta sul potere moderno, sempre meno celato e sempre più spettacolarizzato.

Le dichiarazioni di Hwang Dong-hyuk chiariscono il collegamento tra la narrativa distopica della serie e la realtà contemporanea: «Elon Musk è ovunque in questi giorni, giusto? Tutti parlano di lui. Non solo è a capo di una gigantesca azienda tecnologica che controlla quasi il mondo, ma è anche un uomo di spettacolo. Dopo aver scritto la stagione 3, ovviamente ho pensato: ‘Alcuni dei VIP ricordano proprio Elon Musk’».

Il regista sudcoreano ha proseguito spiegando come, nella nuova stagione, i VIP non si limitino più a osservare: entrano in gioco, uccidono con le proprie mani, mostrano il volto. È un ribaltamento simbolico che riflette un cambiamento osservabile nel mondo reale, in particolare in America: «In passato, chi controllava veramente il sistema e manteneva il potere stava nascosto dietro le quinte, quasi come parte di una grande cospirazione invisibile. Ma non è più così, soprattutto in America. Oggi si parla molto di oligarchia, ma questi cosiddetti proprietari del big tech si fanno avanti, dichiarando apertamente chi sostengono con i loro soldi».

Hwang ha concluso con un’affermazione forte, quasi una dichiarazione d’intenti artistica, ma anche una riflessione politica: «Le persone che controllano davvero il potere e il sistema non si nascondono più dietro una cortina. Si tolgono le maschere volontariamente, quasi a dichiarare: ‘Siamo noi a gestire tutto. Siamo noi al comando‘».

Le parole di Hwang gettano una luce nuova su Squid Game, che sin dalla sua prima stagione ha tentato di raccontare le disuguaglianze e le dinamiche del capitalismo con una narrazione allegorica potente. Con questa rivelazione, la serie si conferma un’opera profondamente legata al nostro tempo – e ad uno dei suoi protagonisti più controversi.

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Fonte: Time

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