Il weekend passato a Venezia è stato magnifico. Questo tipo di esperienze ti formano e ti permettono di assaporare il gusto vero dei luoghi, delle persone, degli eventi.

Passeggiare per le vie del Lido la mattina presto effettivamente è già un piacere: tutti corrono, tutti vogliono arrivare a fare la fila per entrare all’anteprima del giorno, tutti vogliono un posto. Esatto, qui innanzitutto bisogna entrare nell’ottica che la mattina alle 8.30 inizia quasi sempre un film in sala e subito dopo ce n’è un altro e poi così fino alla sera, e questo per molte sale contemporaneamente.

Qui il buon cinema si vede dal mattino, mi verrebbe da dire.

Insomma: iniziare il sabato con “The Danish Girl” (qui #ilmiocinema) è stato un piacere, poi via, di corsa verso l’hotel Excelsior per intervistare I protagonisti e il regista. Avere per me l’occasione di parlare con coloro che fanno I film che amo o odio è assurdo: mi trasporta in una dimensione nuova della fruizione cinematografica, mi porta a pensare in modo diverso, altro.

Poco dopo ho fatto la “The Walk experience”: realtà aumentata ispirata al film di Robert Zemeckis con Joseph Gordon-Levitt che racconta la storia vera (tema di Venezia 72) di un funambolo che ha attraversato su una corda lo spazio tra le torri gemelle. (qui il video).

Era sabato e quindi volevo immergermi come fossi in vacanza (che poi qui è sempre vacanza) nel cinema. Childhood of a Leader, uno dei film più pretenziosi che io abbia mai visto. Idea geniale alla base, esecuzione da autore autoproclamatosi autore, non ci siamo proprio. E allora che si fa? Come risollevare le sorti del sabato italiano a Venezia Lido del Cinema?

Provo a dirlo tutto d’un fiato: AMARCORD-IN-4K-CON-TORNATORE-IN-SALA-CHE-MOSTRA-8-MINUTI-DI-MONTATO-EXTRA-BACKSTAGE-DAL-FILM-E-TITTA-CHE-RACCONTA-STORIE-SU-FELLINI.

Ce l’ho fatta. Uno dei momenti più belli della mia vita. Vivere in sala un film così, piangere e ridere con Tornatore seduto a 3 sedili da me, vedere la sala piena e riuscire a beccare uno dei 20 posti aperti al pubblico in tutta la sala. Signori, inizierò a fare #ilmiocinema sui classici, tutti devono godere di questo cinema.

Il sabato effettivamente è andato alla grande, ci sono le feste qui la sera, effettivamente è anche pieno di “parrucconi” ma non ci possiamo lamentare.

La domenica?
Beh, qui ci si può anche rilassare: io devo scrivere #ilmiocinema ogni giorno e quindi ho bisogno di un luogo adeguato. Cuscinoni sul prato di fronte al bar. Direi che ci sta.

Ah sì, la domenica poi ho fatto un selfie amoroso con DYLAN DOG (Rupert Everett) dopo aver mangiato con lui allo stesso tavolo. Sì, ora ho 14 anni e va bene così perché qualcuno di voi sa quanto io ami Dylan Dog per ovvi motivi.

È stupendo qui, ogni cosa ha sempre il suo percorso positivo e nonostante film brutti e poche perle, qui, nel mio cervello che viaggia tra le sale e gli eventi, si respira positività.

Davvero tanta.

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