C’è ancora fame di Westeros, ma non necessariamente della sua versione più rumorosa e spettacolare. Dopo anni in cui l’universo de Il Trono di Spade ha puntato su guerre dinastiche, draghi e complotti su scala continentale, il nuovo spin-off A Knight of the Seven Kingdoms sta dimostrando che per conquistare il pubblico può bastare anche un racconto più raccolto, quasi “da strada”. E i numeri, almeno per ora, sembrano dargli ragione.
La serie, disponibile in Italia su HBO Max, ha già trasmesso quattro dei sei episodi previsti per la prima stagione e, settimana dopo settimana, il consenso tra gli spettatori è cresciuto. Il segnale più clamoroso è legato proprio all’Episodio 4: su IMDb, al momento, risulta valutato 9,7 dagli utenti, un punteggio che lo colloca sopra qualsiasi episodio di House of the Dragon. Un sorpasso simbolico, ma significativo, soprattutto perché arriva da uno spin-off che fa l’esatto contrario della “grande saga” a cui il pubblico era stato abituato.
Il confronto con House of the Dragon, del resto, è inevitabile. Lo show del 2022, centrato sulla famiglia Targaryen e ambientato oltre 200 anni prima degli eventi della serie madre, è stato fin dall’inizio discusso e divisivo, anche per tensioni creative dietro le quinte: George R.R. Martin si è espresso duramente sulla serie e ha dichiarato di avere un rapporto pessimo, al limite dell’inesistente, con lo showrunner Ryan Condal. A Knight of the Seven Kingdoms invece si colloca in una zona temporale diversa, “in mezzo” tra House of the Dragon e Game of Thrones, e sta venendo apprezzata proprio per l’approccio più misurato e intimo.
La storia segue Ser Duncan l’Alto, un cavaliere errante appena nominato, e il suo giovane scudiero Egg, che in realtà è Aegon Targaryen. Qui non c’è una guerra totale che incombe su ogni scena: la prima stagione si sviluppa nell’arco di pochi giorni, mentre Duncan tenta di guadagnarsi l’accesso a un torneo. Ma l’impresa si complica quando finisce sotto processo per aver aggredito uno dei principi Targaryen — un gesto compiuto, secondo quanto racconta la trama, per difendere una giovane donna.
È proprio questa dimensione “a misura d’uomo” che, a quanto pare, sta facendo centro: meno troni e mappe strategiche, più personaggi, scelte e conseguenze immediate. Un modo diverso di raccontare Westeros, che sembra aver sorpreso anche i fan storici. Ora resta da capire se il finale di stagione manterrà le promesse e se questo entusiasmo si tradurrà in un successo duraturo. Intanto, i primi quattro episodi sono disponibili su HBO Max Italia.
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