Dopo l’umiliante intervista avvenuta settimana scorsa a Good Day Sacramento (qui il video), Cara Delevingne si è sfogata con uno status piccato su Twitter, ricevendo il supporto di alcuni colleghi, tra cui Zach Braff.
E non solo: anche John Green, autore del romanzo da cui è stato tratto Città di Carta (di cui la Delevingne è protagonista) l’ha difesa, scrivendo un appassionato articolo: «[…] Cara ha letto il libro, molte volte, ma la domanda è fastidiosa – anche perché alla sua co-star Nat Wolff è stato sempre chiesto quando avesse letto il libro, non se».

«Ovviamente questi sono i problemi meno importanti al mondo, ma l’intero processo della mercificazione della personalità per vendere biglietti è disumanizzante. La gente della tv vuole alcune parti di te, e in cambio fa comparire il tuo nome in tv. Ma in quel processo, perdi qualcosa di te. […] Cara, comunque, si è rifiutata di attenersi allo script, ovvero di concedersi a domande pigre, e ha rifiutato di trasformarsi in un automa per superare questi lunghi giorni. Non trovo il suo comportamento altezzoso, lo trovo ammirabile. Cara Delevingne non esiste per nostrire la vostra narrativa o le vostre news, ed è proprio per questo che è così f**********e interessante».

L’attrice, inizialmente, non aveva inteso che fosse stato proprio lui a regalarle quelle parole, e ha pubblicato un estratto del testo sul suo profilo Twitter commentando con un «Chiunque l’abbia scritto, grazie mille!». Al che Green si è fatto avanti («Ero io!») e lei, evidentemente grata al romanziere e a chi l’ha supportata in precedenza, ha affermato: «Sono così fortunata, e chi pensa che io non apprezzi o sia un’ingrata chiaramente non mi conosce. Lavoro molto, molto duro e amo quel che faccio, e non voglio scusarmi per essere umana».

Fonte: EW
Foto: Getty

© RIPRODUZIONE RISERVATA