È stato introdotto da una clip di Il collezionista di ossa, adattamento del 1999 con Denzel Washington e Angelina Jolie di uno dei suoi romanzi più celebri. Poi, Jeffery Deaver è salito sul palco del Pala Noir di Courmayeur tra gli applausi. L’autore è al festival del cinema noir per presentare la sua ultima fatica letteraria, L’ombra del collezionista, sequel dell’opera sopra citata e nuova indagine di Lincoln Rhyme, il noto criminologo paralizzato ma dall’intuito fenomenale.

Un’entrata sorprendente quella di Deaver, proprio come i colpi di scena dei suoi thriller: l’autore, infatti, ha sfoggiato insospettabili doti canore esibendosi in un brano da lui scritto incluso nell’album realizzato proprio in occasione dell’uscita di L’ombra del collezionista. A parte qualche difficoltà nel tenere le note più alte, è stata una performance acustica spiazzante, che era solo il preludio di una serata da protagonista assoluto (prima della proiezione del film Things People Do con Wes Bentley: leggi la nostra recensione). Deaver è stato infatti premiato da Dario Argento – altro personaggino niente male, al festival con la sua prima autobiografia, Paura – con il Raymond Chandler Award 2014, uno dei massimi riconoscimenti nel mondo della letteratura noir, e ha pensato bene di pronunciare il discorso di ringraziamento in… latino. «Sono molto legato all’Italia, e quando questo premio è stato consegnato a John Grisham, lui ha parlato in italiano» ha spiegato. «Io non voglio essere da meno e quindi vi ringrazierò con la vostra lingua madre».

E via di frasi ciceroniane, al termine delle quali Deaver si è “ricomposto” ricordando anche il suo «amico e collega Giorgio Faletti». Infine, prima di salutare il pubblico, un’anteprima assoluta: «Ho deciso di ambientare il mio prossimo romanzo in Italia, per rendere omaggio a questo Paese e alla sua splendida gente. Vorrei trovare un ruolo per ognuno di voi: non sarà facile, ma farò il massimo».

Applausi. Luci spente, spazio al film.

Foto: Getty Images

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