La delusione per il mediocre debutto nelle sale americane di The Counselor dev’essere stata una brutta botta per Ridley Scott, che sul film scritto da Cormac McCarthy puntava molto e che non è stato premiato dai fatti. Poco male, però: il regista e produttore inglese non è tipo da crogiolarsi nell’autocommiserazione, e anzi nel corso di una serie di interviste per promuovere The Counselor si è preso qualche minuto per aggiornare sul resto dei suoi progetti caldi. Qui sotto un riassunto di quanto ha detto Scott:

• riguardo a Exodus, il kolossal biblico con Christian Bale nei panni di Mosè, Scott ha spiegato che il film sarà «fucking huge», dannatamente enorme (passateci la licenza poetica) – prevedibile, visto che «avremo anche la scena in cui Mosè apre le acque del Mar Rosso». Nel cast, oltre a Bale, anche John Turturro nei panni del Faraone Seti, Sigourney Weaver in quelli della moglie Tuya e Joel Edgerton in quelli di Ramses. Non solo: i rumor vogliono anche Aaron Paul e Ben Kingsley coinvolti nel progetto, ma da Scott nessuna conferma.

• riguardo a Prometheus 2, invece, dopo le voci che volevano il progetto in crisi, le smentite di rito e qualche notizia positiva, quello che Scott ha da dire non è definitivo né decisivo. Il regista ha confermato che il film ormai è scritto, ma ancora non si sa quando potranno partire le riprese. Collider riporta una dichiarazione interessante di Scott a riguardo: «Ho già due film pronti a partire, uno nel 2014 e uno nel 2015». Sommate queste frasi al fatto che Prometheus 2 è, appunto, ancora senza data, e capirete che il sospetto che Scott abbia altri progetti segreti in ballo è forte…

• per esempio, sempre secondo Collider, uno di questi progetti potrebbe essere The Forever War, adattamento di un romanzo del 1974 che già tre anni fa attirò l’attenzione di Scott e che oggi gli fa dire: «Abbiamo uno script pronto per Fox. Sono stato lontano dalla sci-fi troppo a lungo, voglio tornare in gioco. Prometheus è stata un’esperienza molto bella».

• su Blade Runner 2, invece, Scott è molto più vago: «Ci stiamo lavorando, e prima o poi lo faremo». Prima o poi…

Fonte: Collider

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