«Sarà la versione più estrema dell’Odissea»: Christopher Nolan prepara i fan per un viaggio unico
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«Sarà la versione più estrema dell’Odissea»: Christopher Nolan prepara i fan per un viaggio unico

Il regista si smarca dalle critiche per l'ambientazione e il casting e punta dritto ad un racconto spettacolare e coinvolgente. Lo andrete a vedere?

«Sarà la versione più estrema dell’Odissea»: Christopher Nolan prepara i fan per un viaggio unico

Il regista si smarca dalle critiche per l'ambientazione e il casting e punta dritto ad un racconto spettacolare e coinvolgente. Lo andrete a vedere?

the odyssey e christopher nolan

Mentre The Odyssey continua ad avvicinarsi come uno degli eventi cinematografici più attesi del 2026, il nuovo film di Christopher Nolan è già al centro di discussioni che vanno ben oltre la sua ambizione produttiva. Negli ultimi giorni, a far parlare è stato soprattutto il casting di Lupita Nyong’o, confermata nel doppio ruolo di Elena di Troia e Clitennestra, scelta che ha acceso nuove polemiche online e riaperto il dibattito sulle riletture contemporanee dei grandi miti classici. Nolan, però, sembra guardare altrove: non alle controversie, ma alla portata epica del progetto. E nel raccontare il suo adattamento del poema di Omero, il regista ha voluto preparare i fan a un’esperienza pensata per spingere ancora più avanti i limiti del suo cinema.

Intervistato da 60 Minutes, Nolan ha spiegato di sentire un dovere preciso nei confronti del pubblico, soprattutto quando affronta una storia dalle dimensioni fondative come quella di Odisseo. «Sento una vera responsabilità nel cercare di portare sullo schermo quanto più possibile per il pubblico, per dare al pubblico il sapore più pieno, la serie più piena di immagini ed eventi che possiamo offrire per una determinata storia», ha dichiarato il regista. Una frase che chiarisce bene la direzione scelta per The Odyssey, presentato non come una semplice trasposizione, ma come un’immersione fisica e sensoriale nel mito.

Il punto, per Nolan, non è osservare i personaggi da lontano, ma abitare il loro stesso spazio narrativo. «Cerco sempre di avere un punto di vista sulla storia che venga dall’interno del film. Quindi non guardo i personaggi da 30.000 piedi d’altezza; cerco di essere nella corsa, nel labirinto con loro. Perché voglio provare a dare al pubblico la sensazione di come un luogo possa odorare, di come possa essere percepito» ha detto. È una dichiarazione che sembra riassumere molte delle ossessioni del suo cinema, da Dunkirk a Oppenheimer, ma che in questo caso assume una dimensione ancora più radicale, perché applicata a un racconto antico quasi tremila anni.

Da qui nasce anche la frase destinata a far discutere i fan: «Ma stai anche cercando di realizzare la versione più coinvolgente, la versione più estrema possibile di una storia». Per Nolan, The Odyssey deve quindi essere il film più grande e più difficile della sua carriera proprio perché la materia di partenza lo richiede. Il viaggio di Odisseo dopo la guerra di Troia, l’inganno del cavallo, il ritorno a Itaca e l’attraversamento di un mondo dominato da prove, mostri e desiderio di casa diventano il terreno ideale per un cinema che vuole trasformare lo spettatore in parte attiva dell’esperienza.

Leggi anche: The Odyssey, il riassunto dell’Odissea di Omero: la storia di Ulisse prima del nuovo film

Il regista lo ha spiegato con un’immagine molto concreta: «Quando scrivo, visualizzo il film come uno spettatore, come qualcuno che sta vivendo la storia. Poi, quando dirigo la storia, cerco di portare lì il pubblico. Quindi, nel caso di The Odyssey, sto cercando di mettere il pubblico dentro quel cavallo». E ancora: «Sto cercando di metterli sul ponte della nave di Odisseo». Non basta quindi assistere al mito: Nolan vuole che il pubblico lo attraversi, che senta il peso del legno, il mare, la paura, l’attesa e la vertigine dell’avventura.

L’ambizione produttiva conferma questa impostazione. Il film è stato girato tra Grecia, Islanda, Marocco, Italia e Scozia, con Matt Damon nei panni di Odisseo e un cast che comprende anche Tom Holland, Anne Hathaway, Robert Pattinson, Zendaya e Charlize Theron. Damon ha descritto il progetto come il film più difficile che abbia mai realizzato, ricordando l’avvertimento ricevuto da Nolan prima delle riprese: «Questo film sarà duro». Quando l’attore ha pensato di sapere già cosa intendesse, il regista ha insistito: «No, questo film sarà davvero duro».

A rendere The Odyssey un progetto senza precedenti c’è anche la scelta tecnica: il film è stato realizzato interamente in IMAX, formato che Nolan considera il modo migliore per preservare la forza dell’immagine cinematografica. Secondo quanto emerso dall’intervista, sono stati girati circa due milioni di piedi di pellicola IMAX, confermando la volontà del regista di lavorare ancora una volta contro la scorciatoia digitale quando è possibile cercare una soluzione fisica, concreta, artigianale.

Per Nolan, tutto riconduce però a una sola idea: il regista come rappresentante dello spettatore sul set. «Penso a me stesso come al rappresentante del pubblico sul set. Quella è la mia stella polare. È così che devo guardare il film. Quindi, in un certo senso, sono la persona più importante sul set, perché sono il pubblico». Una dichiarazione che chiarisce perché The Odyssey venga presentato come una sfida estrema, non solo per chi l’ha realizzato, ma anche per chi lo vedrà. Il nuovo film di Christopher Nolan arriverà nelle sale italiane il 16 luglio 2026.

Fonte: 60 minutes

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