Da lupo con gli addominali scolpiti e in bella mostra a protagonista del nuovo action movie diretto da John Singleton (2 Fast 2 Furious, Four brothers), Taylor Lautner sta cercando la sua strada dopo il successo della saga di Twilight. In occasione della promozione di Abduction, nelle sale italiane dal prossimo 27 ottobre, il giovane attore si è raccontato al sito americano Collider.

Abbiamo tradotto per voi l’intervista:

Ti stanchi mai delle urla delle ragazze?
Taylor Lautner: Ad essere sinceri, no! Ci sono sicuramente alcuni momenti in cui sono più stanco o più teso, o mi sono appena svegliato, ma non mi stanco mai. Se questo è il loro modo di dimostrare il loro affetto, è giusto così.

C’erano ragazze accampate fuori dal set a Pittsburgh, solo per riuscire ad intravederti...
TL: C’erano moltissime fan sul set. Una volta ci siamo trovati a girare per una settimana in questa piccola città, Sutersville, dove la popolazione era di circa 600 persone. Una notte abbiamo contato circa 800 ragazze solo sul set, e questo significa che si spostavano da diverse città per venire a vederci. E’ stato davvero incredibile.

Come affronti tutto questo?
TL: E’ stato piuttosto stancante perchè filmavamo di notte lì. Mi presentavo alle 8 di sera e lavoravamo fino alle 5 del mattino, e quando uscivo c’erano davvero 800 persone accampate fuori. Ma volevo posare con tutte loro per le foto. Ci è voluta circa un’ora una volta, abbiamo cercato di fare in fretta, ma considerate le 800 persone un’ora ci è voluta. Ma era importante per me.

C’è stato qualche incontro strano con le fan?
TL: No, niente di strano o folle. Credo ci fossero circa 300 persone fuori dall’albergo ad un certo punto, ma niente di più. Erano comunque ragazze molto educate.

Dai tempi di Twilight sembra che tu sia dimagrito un po’.
TL: Un po’, vero?

E’ piacevole non dover finalmente stare sotto stretto regime riguardo all’allenamento fisico?
TL: Lo è. Si tratta di un tipo di allenamento diverso ora. Devo rimanere sempre in forma e praticare qualche sport, ma per me va bene. Posso mangiare quello che voglio, che per me non significano schifezze perchè comunque ho sempre mangiato abbastanza sano. Non devo più sforzarmi di mangiare anche se non ho fame. Non ho più nessuno che mi insegue ogni cinque minuti con del cibo. E’ fantastico.

In Abduction per cinque minuti resti senza maglietta. Quando hai letto lo script non hai pernsato “Devo stare ancora a petto nudo?!”?
TL: Bè, quando ho letto lo script la prima volta c’erano più o meno 5 o 6 scene in cui sarei stato senza maglietta, e sono state ridotte ad una breve. Deve avere un senso per il personaggio. Quindi abbiamo cercato un momento in cui avrebbe avuto davvero un significato, e così è rimasto.

Nello specifico, cosa ti ha fatto apprezzare lo script da subito?
TL: Dal primo momento mi ha rapito il percorso di questo personaggio. Solo sentire l’idea dello script e da dove il personaggio sarebbe partito per poi finire e tutto quello che avrebbe dovuto affrontare mi ha fatto entusiasmare e avere il desiderio di mettermi alla prova come attore. Questo è quello che mi ha attratto da subito.

E’ stato divertente il Parkour?
TL: Sì. In realtà non era nello script. Ma nemmeno la vetrata su cui scivolo ad un certo punto lo era. Ma quando siamo stati allo stadio di baseball ci siamo accorti che  dovevamo trovare un modo per includere una scivolata su quel vetro gigante nella pellicola. Stessa cosa per il Parkour. Ci è venuta in mente l’idea che uno dei cattivi potesse spintonare la gente nello stadio inseguendo Nathan, ma lui è troppo gentile e quindi effettua un Parkour intorno allo stadio stesso per evitare che la gente venga coinvolta.

Hai fatto tu tutte le scene di stunt?
TL: Sì. Mi sono divertito moltissimo. Richiedevano molta preparazione e molto allenamento, ma ne è valsa la pena.

Qualche ferita?
TL: Niente di serio. Probabilmente la più “seria” è nata da una scena di lotta tra me e Jason Isaacs. Era una scena davvero molto lunga che richiedeva molte mosse, dovevamo ricevere diversi pugni in faccia. Grazie al cielo avevamo i guanti, quindi non è stato niente di troppo doloroso. Ma abbiamo fatto un po’ di confusione con quella scena.

Dove ti vedi tra due anni, dopo che tutti i film di Twilight saranno usciti? Che direzione vorresti prendere?
TL
: Questa è una bella domanda. Se mi avessi fatto questa domanda due anni fa non avrei certo risposto che pensavo di trovarmi qui a quest’ora. Ma il mio scopo è di continuare a mettermi alla prova in diversi ruoli e generi. Un’altra cosa che mi ha attirato molto di questo film era che si trattava di qualcosa di diverso rispetto a quello che avevo fatto fino a quel momento, ed è stata un’esperienza straordinaria. Mi piace, ma adesso sono certamente in cerca di qualcosa di ancora diverso.

Ma non ti vedremo in un musical o in qualcosa del genere, giusto?
TL: Voglio mettermi alla prova, è vero, ma forse non così tanto. I miei fan non mi ci vorrebbero vedere.

Dopo Twilight, reciteresti in un altro franchise?
TL: Sì, se avesse senso. Ci si occupa di un film alla volta. Se la gente dovesse amarlo, sarei assolutamente aperto all’idea.

Quali sono i tuoi pensieri riguardo al fatto che Abduction venga considerato una sorta di giovane Bourne?
TL: Credo che possa avere senso, ma cerco di non pensarci. Cerco di concentrarmi su un film alla volta e adesso la mia attenzione è solo e soltanto su Abduction.

Quanto è difficile per te lasciare andare tutto ciò che riguarda Twilight e lasciare il cast?
TL: Ogni volta che finivamo le riprese degli altri film eravamo un po’ giù, ma sapevamo che ci saremmo rivisti per il film successivo. Quando abbiamo terminato gli ultimi due è stata dura per noi perchè abbiamo interpretato questi personaggi per molto tempo passando tanti mesi insieme. E’ stato molto commovente. Però la cosa positiva è che per il prossimo anno e mezzo continueremo a vederci per le promozioni in giro per il mondo.

Com’è stato l’ultimo giorno di riprese?
TL: Molto toccante di sicuro. Il mio ultimo giorno di riprese ero da solo, quindi è stato un po’ triste. Ma il penultimo ho girato una scena con Rob [Pattinson] e Kristen [Stewart].

Quanto sono durate le riprese?
TL: Sette mesi perchè abbiamo girato entrambi i film insieme. Siamo stati cinque mesi a Baton Rouge, e i due mesi successivi a Vancouver. E’ davvero un sacco di tempo. Sono stati circa 110 giorni di riprese. All’inizio, quando ho visto il calendario, ho pensato “Sarò sicuramente molto stanco alla fine di tutto”. Ma non è stato così male. Ci siamo divertiti moltissimo e abbiamo girato entrambe le città quando eravamo lì. E’ stato davvero bello.

Senti di avere bisogno di una pausa da tutto adesso oppure credi che potresti tuffarti subito in un’altra avventura?
TL: Bella domanda. Adesso mi sto divertendo molto. Sto facendo la promozione del film e quindi viaggio molto. Quindi per adesso va bene così. Ma troverò sicuramente tempo per un po’ di relax.

Questo film parla della famiglia. Sei molto legato alla tua?
TL: Sono molto impegnato. Lo scorso anno sono stato a casa solo cinque settimane, ma sono davvero molto legato alla mia famiglia. Vengono spesso a trovarmi. Ci si sente soli sul set o mentre si viaggia, quindi è sempre fantastico avere qualcuno che ti sta vicino.

Vivi ancora con loro o stai cercando un posto tutto per te?
TL: Adesso vivo ancora a casa, ma sono davvero sempre in giro tra le riprese e le promozioni dei film. Come ho detto prima, lo scorso anno sono stato a casa solo cinque settimane. Non ho nemmeno il tempo per pensarci. Ma non appena si presentasse un periodo di non attività qui di LA potrei iniziare a dare un’occhiata ad un posto tutto per me.

Eri un fan di Singleton prima di essere preso per un suo film? Hai visto molti dei suoi film?
TL: Sì, conoscevo piuttosto bene i suoi lavori e sapevo che ha moltissimo talento.

Cos’ha portato di suo nel film? Com’è stato il tuo rapporto con lui?
TL: Siamo stati benissimo insieme. Ci siamo divertiti molto. Credo che la cosa più bella che abbia portato di suo nel film sia stata la sua infinita passione. Questa è la cosa più bella che tutti hanno portato al film – tutto il cast, la troupe e lui stesso. Eravamo tutti molto coinvolti dal film e quindi ci abbiamo messo l’anima.

E’ stato divertente poter sfruttare le tue conoscenze di arti marziali? Che differenza c’è tra le arti marziali cinematografiche e quelle reali?
TL: E’ stato eccitante poterle riprendere per la prima volta per un film. Sono diverse perchè sono tutte coreografate, ma è stato davvero divertente. Quello che mi ha entusiasmato ti più è stato poter apprendere nuove cose, come la boxe, la moto, il wrestling. Tutte cose nuove per me. Ho dovuto seguire lezioni per circa tre mesi per ciascuna attività prima di iniziare a girare, e mi sono divertito molto.

E’ tantissimo tempo!
TL: Si lo è. Volevo assicurarmi, quando mi fossi stabilito a Pittsburgh per le riprese, di risultare il più realistico possibile.

Quale disciplina ti è piaciuta di più?
TL: La boxe. E’ stato un allenamento intenso. E’ molto diversa dalle arti marziali, quindi ho dovuto imparare da zero, una cosa molto stimolante per me.

Qual è stata la cosa più paurosa che hai dovuto fare?
TL: Bè, la cosa paurosa è che niente di tutto ciò mi ha fatto paura.

Nemmeno stare aggrappato al cofano della macchina?
TL: Vedi, quello è stato un divertimento puro. Ero davvero eccitato per quella parte, anche se ci è voluto molto per riuscire a farla. All’inizio mi dicevano “No, non lo puoi fare! Non c’è modo di farti restare aggrappato al cofano.” In qualche modo poi sono riuscito a convincere la produzione a farmelo fare, ma non volevano che la velocità superasse i 20/25 miglia all’ora. Io allora ho detto “E dai, avete mai sentito parlare di metodi di recitazione? Devo sentire l’adrenalina”. Alla fine la macchina viaggiava a 50/55 miglia orari, ed è stato divertente. Non sono le 80 miglia che vedete sul contachilometri, ma era comunque piuttosto veloce.

C’è stato qualcosa che avresti voluto fare ma che non ti hanno permesso?
TL: No.

E’ folle!
TL: Vero? Le due cose che avevo più paura non mi lasciassero fare erano le scene sul cofano della macchina e quella sul vetro al campo di baseball, ma sono riuscito a farle. E mi sono divertito.

Com’è stato lavorare con Lily Collins? Com’è nei panni della co-star?
TL: E’ stata incredibile! Fantastica! Ha molto talento, e sono davvero entusiasta che le persone possano vederla in questo film. Adesso lei è impegnata con altre cose. Era solo questione di tempo prima che venisse apprezzato il suo talento.

Aveva anche delle scene molto fisiche con te da fare.
TL: Sì, lei è con me. Dietro lo stadio lei era con me per tutto il tempo. Fa molte delle cose che faccio io. E’ una dura. Si è anche divertita, moltissimo. Era “cattiva” tanto quanto me. Voleva fare tutto anche lei, e io le dicevo (come dicevano a me)”Non so se sarai in grado di farlo”.

C’è qualcos’altro che vorresti fare in particolare nel mondo del cinema? Hai il desiderio magari di dirigere o scrivere?
TL: Forse dirigerò in un futuro. Amo moltissimo quello che faccio ora, ed è per questo che sono così concentrato. Ma ho sempre avuto interesse per ogni aspetto del cinema. Sin da quando ero parte di una produzione video al liceo sognavo di realizzare stare non solo di fronte alla telecamera, ma anche dietro. Questo è il motivo per cui questo film è un po’ la realizzazione di un sogno per me. E’ il primo film della mia compagnia di produzione, ed essere presente e coinvolto sin dai primi passi della realizzazione, dalla creazione della storia, alla creazione dei personaggi e dei loro percorsi è stato davvero divertente.

C’è stato un film in particolare che ti ha spinto a voler fare l’attore?
TL: Non so se c’è stato un film solo. Ci sono diversi attori, come Tom Cruise, Matt Damon e Leonardo [DiCaprio]. Li ho sempre seguiti. Mi hanno molto ispirato, sin da quando ero giovanissimo.

Quando diventi tanto famoso così in fretta cosa fai per restare con i piedi per terra?
TL: Grazie al cielo, non so come abbia fatto, ma ho sempre la stessa vita di prima. Invece di cambiarla totalmente con una nuova, ho anche quella nuova, che è eccitante, ma ho anche quella che avevo prima. Vado a casa e sto con la mia famiglia, esco con gli amici, gioco a football, faccio sempre le stesse cose. Credo che sia molto importante. Questo aiuta a restare con i piedi per terra.

Cosa ne pensano i tuoi amici del tuo successo?
TL: Onestamente loro mi trattano sempre nello stesso modo, che è grandioso. Non vorrei che fossero diversi con me. Sarebbe solo strano. Ma mi supportano molto. Vengono alle premiere e a vedere i film. E’ sempre tutto uguale.

Quindi niente gelosie?
TL: No. Sono sicuro che ci sarebbero se anche loro fossero coinvolti nell’industria cinematografica. Ma no, assolutamente no. (Foto Getty Images)

Fonte: Collider

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