Film Pixar in ordine cronologico: elenco completo
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Tutti i film Pixar in ordine cronologico: da Toy Story al prossimo Gatto, l’elenco completo

Da Woody e Buzz alle emozioni di Riley, passando per Nemo, Coco e Luca: viaggio tra le storie che hanno cambiato l’animazione, mentre la saga più amata si prepara a tornare

Tutti i film Pixar in ordine cronologico: da Toy Story al prossimo Gatto, l’elenco completo

Da Woody e Buzz alle emozioni di Riley, passando per Nemo, Coco e Luca: viaggio tra le storie che hanno cambiato l’animazione, mentre la saga più amata si prepara a tornare

tutti i film pixar in ordine cronologico

Sono passati 31 anni da quando Pixar ha cambiato per sempre la storia dell’animazione con Toy Story – Il mondo dei giocattoli. Da allora, lo studio di Emeryville ha costruito un immaginario fatto di giocattoli vivi, mostri spaventatori, pesci pagliaccio, supereroi in crisi, robot innamorati, emozioni colorate e mondi impossibili da dimenticare. Quest’anno il cerchio si chiuderà idealmente con Toy Story 5, nuovo capitolo della saga che riporterà Pixar proprio lì dove tutto è cominciato: nella cameretta, accanto a Woody, Buzz, Jessie e agli altri giocattoli chiamati a confrontarsi con un mondo sempre più tecnologico. Ma conoscete davvero tutti i lungometraggi usciti finora? Ecco l’elenco completo dei film Pixar in ordine cronologico, da Toy Story a Jumpers – Un salto tra gli animali e… non solo.

Toy Story – Il mondo dei giocattoli (1995)

Tutto inizia da una domanda semplicissima e geniale: cosa fanno i giocattoli quando gli esseri umani non li guardano? Toy Story – Il mondo dei giocattoli racconta la rivalità tra Woody, cowboy di pezza e giocattolo preferito del piccolo Andy, e Buzz Lightyear, action figure spaziale convinta di essere un vero ranger intergalattico. La loro competizione si trasforma presto in un’avventura fuori casa, costringendoli a collaborare per tornare dal bambino a cui appartengono. Primo lungometraggio interamente animato al computer, Toy Story non è stato solo l’esordio della Pixar al cinema: è stato un punto di svolta per tutta l’industria dell’animazione.

A Bug’s Life – Megaminimondo (1998)

Dopo aver dato vita ai giocattoli, Pixar si sposta sotto i nostri piedi, nel mondo minuscolo e brulicante degli insetti. A Bug’s Life – Megaminimondo segue Flik, una formica inventiva ma spesso incompresa, che cerca aiuto per salvare la propria colonia dalle cavallette guidate dal temibile Hopper. Convinto di aver reclutato un gruppo di guerrieri, Flik porta invece a casa una compagnia di insetti da circo, creando una serie di equivoci che trasformano la missione in una commedia d’avventura. È il film con cui Pixar conferma di non essere legata a un solo universo narrativo, ma di poter costruire mondi completi partendo da prospettive inedite.

Toy Story 2 – Woody e Buzz alla riscossa (1999)

Nato inizialmente come progetto destinato all’home video, Toy Story 2 diventa invece uno dei sequel più importanti nella storia dello studio. Quando Woody viene rapito da un collezionista di giocattoli, scopre di essere il pezzo raro di un vecchio programma televisivo western, Woody’s Roundup, insieme a Jessie, Bullseye e Stinky Pete. Buzz e gli altri giocattoli partono per salvarlo, mentre Woody deve scegliere tra l’immortalità da oggetto da museo e l’amore imperfetto ma autentico di un bambino. Il film amplia l’universo del primo capitolo e introduce uno dei grandi temi Pixar: il passare del tempo, la paura dell’abbandono e il valore dei legami.

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Monsters & Co. (2001)

Con Monsters & Co., Pixar immagina una città abitata da mostri che ricavano energia dalle urla dei bambini. Sulley e Mike Wazowski sono due dipendenti della Monsters Inc., fabbrica dello spavento in cui il primo è una star e il secondo il suo irresistibile complice. L’arrivo della piccola Boo nel loro mondo manda però in crisi l’intero sistema: i mostri, convinti che i bambini siano pericolosi, scoprono che la paura può essere sostituita da qualcosa di molto più potente. Tra comicità, tenerezza e invenzione visiva, Monsters & Co. diventa uno dei titoli più amati dello studio e inaugura una delle sue coppie comiche più riconoscibili.

Alla ricerca di Nemo (2003)

Alla ricerca di Nemo porta Pixar nell’oceano e trasforma una storia di separazione familiare in un viaggio epico. Nemo, giovane pesce pagliaccio nato con una pinna più piccola, viene catturato nella Grande barriera corallina e finisce nell’acquario di uno studio dentistico. Suo padre Marlin, iperprotettivo e terrorizzato dal mondo, attraversa l’oceano per ritrovarlo insieme a Dory, pesce chirurgo blu dalla memoria cortissima ma dal cuore enorme. Vincitore dell’Oscar come miglior film d’animazione, Alla ricerca di Nemo è uno dei grandi classici Pixar: un’avventura coloratissima, ma anche un racconto sul controllo, sulla fiducia e sulla necessità di lasciare crescere chi si ama.

Gli Incredibili – Una normale famiglia di supereroi (2004)

Prima che i supereroi dominassero il cinema contemporaneo, Pixar li aveva già usati per raccontare una crisi familiare. Gli Incredibili segue Bob Parr, alias Mr. Incredible, costretto a vivere sotto copertura dopo il bando dei supereroi. Quando una missione segreta lo richiama all’azione, tutta la famiglia Parr viene trascinata in una nuova minaccia, compresi Elastigirl, Violetta, Flash e il piccolo Jack-Jack. Brad Bird firma un film che mescola spy story, commedia domestica e riflessione sull’identità, conquistando l’Oscar come miglior film d’animazione. Ancora oggi resta uno dei titoli Pixar più maturi nel rapporto tra spettacolo, ritmo e costruzione dei personaggi. E attenzione, perché stanno tornando

Cars – Motori ruggenti (2006)

Cars – Motori ruggenti cambia ancora prospettiva e porta il pubblico in un mondo popolato interamente da automobili. Saetta McQueen è un giovane bolide da corsa convinto che vincere sia l’unica cosa importante, ma un imprevisto lo blocca nella cittadina dimenticata di Radiator Springs. Lì incontra Sally, Cricchetto, Doc Hudson e una comunità che gli insegna a rallentare, guardare il paesaggio e dare valore a qualcosa che non sia solo il traguardo. Il film diventa il punto di partenza di uno dei franchise più popolari e riconoscibili di Pixar, capace di parlare ai più piccoli ma anche di evocare nostalgia, provincia americana e cultura della strada.

Ratatouille (2007)

Ratatouille è uno dei grandi esempi della capacità Pixar di trasformare un’idea improbabile in una storia universale. Remy è un ratto con un olfatto straordinario e un sogno quasi impossibile: diventare chef a Parigi. L’incontro con Linguini, giovane sguattero del ristorante Gusteau, dà vita a un’alleanza segreta, fatta di equivoci, piatti memorabili e identità nascoste. Vincitore dell’Oscar come miglior film d’animazione, Ratatouille è una favola sul talento, sulla vocazione e sul diritto di immaginarsi diversi da ciò che il mondo si aspetta. La frase “chiunque può cucinare” diventa così molto più di un motto gastronomico: è una dichiarazione di poetica.

WALL-E (2008)

Con WALL-E, Pixar firma uno dei suoi film più audaci. Il protagonista è un piccolo robot rimasto sulla Terra a compattare rifiuti, secoli dopo che l’umanità ha abbandonato il pianeta. La sua routine solitaria cambia con l’arrivo di EVE, una sonda elegante e misteriosa che lo porta in un viaggio nello spazio e apre la possibilità di un nuovo futuro per gli esseri umani. Gran parte del film si regge su gesti, sguardi meccanici e pochissime parole, recuperando una forma di cinema quasi muto dentro una grande avventura di fantascienza. L’Oscar come miglior film d’animazione conferma la forza di un’opera ecologista, romantica e malinconica.

Up (2009)

Up si apre con una delle sequenze più celebri e commoventi della storia Pixar, il racconto della vita di Carl ed Ellie in pochi minuti di cinema purissimo. Rimasto solo, Carl Fredricksen decide di realizzare il sogno condiviso con la moglie: raggiungere le Cascate Paradiso, sollevando la propria casa con migliaia di palloncini. Con lui parte per errore Russell, giovane esploratore pieno di entusiasmo, destinato a trasformare il viaggio in qualcosa di diverso da una fuga nel passato. Vincitore dell’Oscar come miglior film d’animazione e per la colonna sonora di Michael Giacchino, Up ottenne anche la candidatura al miglior film, riconoscimento rarissimo per l’animazione.

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Toy Story 3 – La grande fuga (2010)

Con Toy Story 3 – La grande fuga, Pixar porta la saga nel territorio più doloroso della crescita. Andy sta per partire per il college e i suoi giocattoli si ritrovano davanti alla paura di non essere più necessari. Un equivoco li conduce all’asilo Sunnyside, che all’inizio sembra un paradiso e poi si rivela un luogo pieno di regole ferree, dominato dall’orso Lotso. Woody, Buzz, Jessie e gli altri affrontano così una vera storia di separazione, amicizia e passaggio di consegne. Il film vinse l’Oscar come miglior film d’animazione e quello per la canzone We Belong Together, ottenendo anche la candidatura al miglior film.

Cars 2 (2011)

Cars 2 porta Saetta McQueen e Cricchetto lontano da Radiator Springs, trasformando il mondo delle corse in uno scenario da spy movie internazionale. Mentre Saetta partecipa al World Grand Prix, Mater viene coinvolto per errore in una missione di spionaggio tra agenti segreti, complotti e inseguimenti ad alta velocità. È uno dei film più dichiaratamente avventurosi e slapstick della produzione Pixar, con un tono più vicino alla parodia d’azione che al racconto intimista. Pur restando uno dei titoli più divisivi dello studio, ha avuto un ruolo centrale nell’espansione del franchise Cars e nel consolidamento della sua identità popolare.

Ribelle – The Brave (2012)

Ribelle – The Brave porta Pixar nelle Highlands scozzesi e mette al centro Merida, principessa, arciera e figlia decisa a non accettare passivamente il destino scelto per lei. Il conflitto con la madre Elinor nasce dal rifiuto di un matrimonio combinato, ma prende una direzione inattesa quando un incantesimo trasforma la frattura familiare in una vera maledizione. Più che una fiaba sulla ribellione, il film diventa una storia sul rapporto tra madre e figlia, sulle tradizioni e sulla difficoltà di ascoltarsi. Vincitore dell’Oscar come miglior film d’animazione, Ribelle segna anche una tappa significativa per Pixar nella costruzione di una protagonista femminile al centro dell’avventura.

Monsters University (2013)

Monsters University torna indietro nel tempo rispetto a Monsters & Co. e racconta l’origine dell’amicizia tra Mike Wazowski e James P. Sullivan. Mike sogna da sempre di diventare uno spaventatore professionista, mentre Sulley arriva all’università forte del proprio talento naturale e del nome di famiglia. La rivalità tra i due li porta a scontrarsi, fallire e infine collaborare con una confraternita di outsider. Il film usa la cornice del campus movie per raccontare un’idea molto pixariana: non tutti i sogni si realizzano esattamente come li avevamo immaginati, ma questo non significa che non possa esistere un’altra strada verso la propria identità.

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Inside Out (2015)

Inside Out è uno dei titoli più importanti della Pixar contemporanea. La storia segue Riley, bambina costretta a trasferirsi con la famiglia dal Minnesota a San Francisco, ma il vero cuore del film è dentro la sua mente, dove Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto cercano di guidarne emozioni e ricordi. L’idea di trasformare la vita interiore in un’avventura colorata permette al film di parlare ai bambini e agli adulti con la stessa precisione emotiva. Vincitore dell’Oscar come miglior film d’animazione, Inside Out è diventato un riferimento culturale sulla crescita, sul dolore e sull’importanza della tristezza nella costruzione di sé.

Il viaggio di Arlo (2015)

Il viaggio di Arlo parte da un’ipotesi alternativa: cosa sarebbe successo se l’asteroide non avesse causato l’estinzione dei dinosauri? In questo mondo, il giovane apatosauro Arlo vive in una fattoria con la sua famiglia, ma una tragedia e un incidente lo spingono lontano da casa. Ad accompagnarlo nel viaggio c’è Spot, un bambino umano selvatico con cui nasce un’amicizia inattesa. Il film rovescia il rapporto classico tra uomo e animale e lo usa per costruire una storia di formazione sulla paura, sul lutto e sul coraggio. Visivamente imponente, resta uno dei titoli più contemplativi e paesaggistici della filmografia Pixar, ma anche uno dei più ignorati.

Alla ricerca di Dory (2016)

Alla ricerca di Dory sposta il centro emotivo della storia dalla ricerca di Nemo a quella delle origini di Dory. La pesciolina blu, amatissima dal pubblico, ricorda improvvisamente di avere una famiglia e parte insieme a Marlin e Nemo per ritrovarla. Il viaggio li conduce in un istituto marino, dove entrano in scena nuovi personaggi come il polpo Hank, il beluga Bailey e lo squalo balena Destiny. Il film riprende la formula dell’avventura oceanica, ma la orienta verso il tema della memoria e dell’identità. Dory, che nel primo film era soprattutto motore comico e affettivo, diventa qui protagonista di una storia sulla diversità e sull’accettazione.

Cars 3 (2017)

Cars 3 riporta Saetta McQueen al centro della pista, ma questa volta non più come promessa del futuro. L’arrivo di una nuova generazione di bolidi, guidata da Jackson Storm, mette in discussione il suo posto nel mondo delle corse. Dopo un grave incidente, Saetta deve allenarsi con Cruz Ramirez, giovane trainer che ha a sua volta un sogno lasciato in sospeso. Il film recupera il legame con Doc Hudson e con la memoria del primo Cars, trasformando la competizione in una riflessione sul tempo che passa, sull’eredità e sulla possibilità di diventare guida per qualcun altro. È il capitolo più malinconico della saga automobilistica Pixar.

Coco (2017)

Coco è una delle opere più amate e premiate della Pixar. Ambientato durante il Día de Muertos, racconta la storia di Miguel, un ragazzino messicano che sogna di diventare musicista nonostante il divieto imposto dalla sua famiglia. Un evento magico lo conduce nella Terra dell’Aldilà, dove l’incontro con Héctor lo porta a scoprire verità nascoste sui propri antenati. Il film unisce avventura, musica e memoria familiare in un racconto di grande potenza emotiva. Vincitore di due Oscar, miglior film d’animazione e miglior canzone originale per Remember Me, Coco ha confermato la capacità di Pixar di trasformare una cultura specifica in una storia profondamente universale.

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Gli Incredibili 2 (2018)

Quattordici anni dopo il primo capitolo, Gli Incredibili 2 riprende esattamente da dove la famiglia Parr si era fermata. Questa volta è Helen, alias Elastigirl, a diventare il volto pubblico di una campagna per riportare i supereroi alla legalità, mentre Bob deve occuparsi della vita domestica, dei compiti di matematica, delle crisi sentimentali di Violetta e dei poteri sempre più imprevedibili di Jack-Jack. Brad Bird ribalta così i ruoli familiari senza perdere ritmo, azione e ironia. Il film conferma quanto l’universo degli Incredibili funzioni non solo come storia di supereroi, ma come commedia sulla fatica quotidiana di tenere insieme famiglia e identità.

Toy Story 4 (2019)

Dopo il finale apparentemente perfetto di Toy Story 3, Toy Story 4 trova una nuova strada per Woody. Bonnie crea Forky, giocattolo nato da una forchetta di plastica e convinto di essere spazzatura, e Woody si assume il compito di proteggerlo. Il viaggio porta il cowboy a ritrovare Bo Peep, ormai lontana dalla vita nella cameretta e diventata una figura libera, avventurosa, indipendente. Il film sposta la domanda centrale della saga: non più solo cosa significhi appartenere a un bambino, ma cosa significhi scegliere la propria strada. Vincitore dell’Oscar come miglior film d’animazione, Toy Story 4 è un epilogo dolceamaro e sorprendente. E pazienza se a Quentin Tarantino non è piaciuto affatto

Onward – Oltre la magia (2020)

Onward – Oltre la magia immagina un mondo fantasy in cui elfi, centauri e creature mitologiche hanno progressivamente dimenticato la magia, sostituita dalla comodità della vita moderna. I fratelli Ian e Barley Lightfoot ricevono però la possibilità di rivedere il padre scomparso per un solo giorno grazie a un antico incantesimo. Quando il rito riesce solo a metà, i due partono per completarlo, trascinandosi dietro letteralmente solo una parte del genitore. Sotto la superficie da avventura fantasy, il film racconta il lutto, il rapporto tra fratelli e il bisogno di riconoscere l’amore già presente nella propria vita, anche quando non coincide con quello cercato. A mani base uno dei film più sottovalutati della storia Pixar.

Soul (2020)

Soul invece è uno dei film Pixar più filosofici. Joe Gardner, insegnante di musica e pianista jazz, ottiene finalmente l’occasione professionale che aspettava da tutta la vita, ma un incidente lo conduce nell’Ante-Mondo, luogo in cui le anime si preparano all’esistenza. Per tornare sulla Terra, Joe si allea con 22, anima che non ha alcuna intenzione di vivere. Il film riflette sul talento, sulle ambizioni e sul rischio di confondere lo scopo della vita con un solo obiettivo. Vincitore di due Oscar, miglior film d’animazione e miglior colonna sonora originale, Soul è una meditazione luminosa sul valore delle piccole esperienze quotidiane.

Luca (2021)

Luca riporta Pixar in Italia, sulla Riviera ligure, con una storia di amicizia, estate e trasformazione. Luca Paguro è una creatura marina che assume sembianze umane quando esce dall’acqua. L’incontro con Alberto lo spinge a esplorare il mondo di superficie e il borgo di Portorosso, tra Vespe sognate, gare cittadine e il desiderio di libertà. Diretto da Enrico Casarosa, il film ha un tono più intimo e solare rispetto ad altri titoli Pixar, vicino al ricordo dell’infanzia e delle estati che cambiano per sempre. La sua importanza è cresciuta anche per il modo in cui ha riportato l’immaginario dello studio dentro un contesto italiano riconoscibile e affettuoso.

Red (2022)

Red racconta l’adolescenza attraverso una metafora tanto buffa quanto efficace. Mei Lee è una tredicenne brillante, diligente e appassionata di boy band, divisa tra il desiderio di essere se stessa e le aspettative della madre Ming. Ogni volta che viene travolta da emozioni troppo forti, però, si trasforma in un enorme panda rosso. Diretto da Domee Shi, già premio Oscar per il corto Bao, il film parla di pubertà, eredità familiare e identità culturale con uno stile energico, pop e dichiaratamente legato agli anni Duemila. È uno dei titoli Pixar più personali nel modo in cui mette al centro il rapporto madre-figlia e la scoperta del proprio corpo emotivo.

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Lightyear – La vera storia di Buzz (2022)

Lightyear – La vera storia di Buzz non è un nuovo capitolo diretto di Toy Story, ma il film che, all’interno dell’universo narrativo della saga, avrebbe ispirato il giocattolo di Buzz Lightyear. Il protagonista è quindi il vero Space Ranger, impegnato in una missione su un pianeta ostile dopo essere rimasto bloccato insieme al suo equipaggio. Tra salti temporali, fallimenti e il confronto con Zurg, Buzz deve imparare che l’eroismo non coincide sempre con il controllo assoluto della missione. Il film ha rappresentato per Pixar un tentativo di espandere uno dei suoi personaggi simbolo dentro un registro più vicino alla fantascienza classica, ma anche uno dei suoi più dolorosi flop al botteghino…

Elemental (2023)

Elemental porta il pubblico a Element City, metropoli abitata da creature di fuoco, acqua, terra e aria. Ember, giovane donna di fuoco legata al negozio e alla storia migratoria della propria famiglia, incontra Wade, ragazzo d’acqua sensibile e trasparente in ogni senso. Il loro rapporto mette in crisi regole, pregiudizi e confini apparentemente impossibili da superare. Diretto da Peter Sohn, il film usa l’incontro tra elementi incompatibili per parlare di identità, integrazione, aspettative familiari e amore. Dopo un avvio complesso al box office, Elemental ha trovato progressivamente il suo pubblico, diventando uno dei casi recenti più interessanti nella tenuta lunga di un titolo Pixar.

Inside Out 2 (2024)

Inside Out 2 torna nella mente di Riley, ormai adolescente, e introduce nuove emozioni pronte a mettere sottosopra il Quartier Generale. Accanto a Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto arriva soprattutto Ansia, personaggio destinato a prendere il controllo in una fase delicatissima della crescita. Il film amplia l’intuizione del primo capitolo e la porta dentro l’adolescenza, raccontando pressione sociale, bisogno di approvazione e costruzione dell’immagine di sé. Il successo al box office – per qualche tempo è stato il film animato con l’incasso più alto della storia, poi superato dal cinese Ne Zha 2 – ha confermato la forza del marchio Pixar e la centralità di Riley nell’immaginario contemporaneo dello studio, mentre la candidatura all’Oscar come miglior film d’animazione ne ha consolidato il percorso.

Elio (2025)

Elio guarda alle stelle per raccontare una storia di identità e appartenenza. Il protagonista è un ragazzino con una fervida immaginazione e una grande passione per gli alieni, che viene teletrasportato per errore nel Comuniverso, organizzazione interplanetaria popolata da rappresentanti di galassie lontane. Scambiato per ambasciatore della Terra, Elio si ritrova a dover affrontare una crisi più grande di lui, mentre cerca di capire chi sia davvero e quale posto possa occupare nell’universo. Il film prosegue una linea molto cara a Pixar: usare mondi fantastici e scenari impossibili per raccontare insicurezze, solitudine e desiderio di essere finalmente visti. Ma anche in questo caso, il pubblico non ha premiato la scelta originale…

Win or Lose (2025)

Accanto ai lungometraggi, Pixar ha aperto un nuovo capitolo della propria storia anche con Win or Lose, la sua prima serie originale. Disponibile su Disney+, la produzione segue i Pickles, una squadra mista di softball delle scuole medie, nella settimana che precede la grande partita di campionato. La particolarità non è tanto l’evento sportivo in sé, quanto il modo in cui ogni episodio cambia punto di vista, entrando nella vita di un personaggio diverso: ragazzi insicuri, genitori iperprotettivi, adulti pieni di aspettative e perfino un arbitro innamorato. Creata da Carrie Hobson e Michael Yates, la serie usa il linguaggio dell’animazione per rendere visibili ansie, paure e fragilità interiori, trasformando una partita scolastica in un racconto corale sulla pressione, sull’autostima e sul bisogno di essere capiti.

Jumpers – Un salto tra gli animali (2026)

Jumpers – Un salto tra gli animali, titolo italiano di Hoppers, è il trentesimo lungometraggio Pixar e porta lo studio in una nuova avventura originale. La storia parte da una tecnologia sorprendente: alcuni scienziati scoprono come trasferire la coscienza umana in animali robotici estremamente realistici, permettendo così alle persone di comunicare con il mondo animale. Al centro c’è Mabel, giovane amante della natura che usa questa possibilità per entrare nel corpo di un castoro robotico e scoprire un universo nascosto, governato da regole proprie. Tra commedia, avventura ecologista e rapporto con gli animali, il film conferma il desiderio Pixar di alternare grandi ritorni e storie nuove.

Toy Story 5 (2026)

Arriviamo alla stretta attualità. Toy Story 5 riporta Pixar al punto esatto da cui tutto è cominciato, ma con una sfida nuova: quella tra giocattoli e tecnologia. Woody, Buzz, Jessie e il resto della banda tornano infatti in una storia che mette in crisi il loro ruolo nella vita dei bambini, sempre più attratti da schermi, dispositivi elettronici e nuove forme di intrattenimento. Diretto da Andrew Stanton, già figura centrale nella storia Pixar, e co-diretto da Kenna Harris, il film arriverà al cinema il 18 giugno 2026 e avrà anche una nuova colonna sonora di Randy Newman, presenza storica del franchise. Tra i dettagli già emersi, c’è anche il coinvolgimento musicale di Taylor Swift con il brano originale I Knew It, I Knew You, legato in particolare al percorso di Jessie. Dopo quattro capitoli che hanno accompagnato generazioni diverse di spettatori, Toy Story 5 si annuncia così come un ritorno alle origini e, insieme, come un confronto diretto con il presente.

Gatto (2027)

Guardando oltre Toy Story 5, il futuro Pixar passerà di nuovo dall’Italia con Gatto, il nuovo film originale diretto da Enrico Casarosa, già regista di Luca. Questa volta non ci sarà la Riviera ligure, ma Venezia: una città di canali, superstizioni e vicoli in cui si muove Nero, un gatto nero che dopo anni trascorsi a cavarsela tra le calli comincia a chiedersi se abbia davvero vissuto le vite giuste. Il film, atteso al cinema nel 2027, lo porterà a fare i conti con un debito nei confronti di Rocco, boss della malavita felina, e con un’amicizia imprevista che potrebbe aiutarlo a trovare finalmente il proprio scopo. Nel cast vocale originale sono stati annunciati Mark Ruffalo nel ruolo di Nero e Laurence Fishburne in quello di Rocco, mentre l’ambientazione veneziana promette di riportare Pixar in Italia con uno sguardo diverso rispetto a Luca: meno estate, più mistero, più ombre, ma sempre con al centro una storia di identità, legami e trasformazione.

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