Dal divisivo epilogo al cameo finale che sembra avere senso soltanto alla luce dello spin-off americano, passando per i dialoghi “cringe” dei VIP, sono molte le critiche che i fan hanno rivolto alla terza stagione di Squid Game, ora in streaming su Netflix. Certo, c’è chi ha apprezzato il finale e chi no, ma un elemento lascia tutti concordi: l’assoluta inutilità della storyline del poliziotto Hwang Jun-ho, interpretato da Wi Ha-joon.
ATTENZIONE: SPOILER SU SQUID GAME 3
Dopo aver visto la terza stagione, tutti gli spettatori hanno espresso un senso di delusione e frustrazione per quanto riguarda la storia del detective, che nonostante le premesse è sembrata più che altro un riempitivo per allungare il minutaggio. La prima stagione ci aveva rivelato l’esistenza di un legame familiare tra Jun-ho e In-ho, ossia il Front Man. Il rapporto tra i due fratelli si era però spezzato con l’allontanamento di In-ho a causa di problemi economici: senza alcun sostegno da parte della famiglia, l’uomo aveva optato per gareggiare nello Squid Game, arrivando poi fino a dirigere i giochi.
Data la complessità del rapporto tra i due personaggi, gli spettatori si aspettavano un confronto finale ricco di tensione ed emozioni. In realtà, tutto l’arco narrativo di Jun-ho nelle ultime due stagioni si svolge in barca, dove è coinvolto in conflitti di poco conto che ruotano attorno al capitano Park, antagonista che cerca di impedire alle forze dell’ordine di raggiungere l’isola dove si tengono i giochi. Come risultato, il detective arriva sull’isola troppo tardi, quando ormai i giochi sono terminati, Gi-hun e gli altri partecipanti sono morti ed è stata avviata l’evacuazione. E come se non bastasse, riesce a vedere il fratello In-ho, ma i due non hanno un vero e proprio confronto finale, in quanto il Front Man sta fuggendo con la bambina di Jun-hee e si rifiuta di rispondere alle domande del fratello.
Insomma, aspettative disattese da parte dei fan, e questo nonostante Wi Ha-joon avesse assicurato un finale soddisfacente per il suo personaggio in un’intervista con THR India: «Capisco che possa essere frustrante per gli spettatori, a cui sarà sembrato senza senso. Ma vi giuro che nell’ultima stagione il ruolo del mio personaggio sarà chiarito».
Insomma, a cosa è servito, alla fine, il personaggio del detective? Durante una conferenza stampa in Corea, il creatore di Squid Game Hwang Dong-hyuk ha spiegato che il senso del suo arco narrativo ruota interamente attorno alla bambina di Jun-hee. Infatti, nel finale vediamo il Front Man consegnare al fratello la neonata insieme ai miliardi dell’ultimo premio dei giochi. «All’inizio, Jun-ho e i suoi sarebbero dovuti arrivare sull’isola per unire le forze con Gi-hun e fermare il gioco – ha rivelato il regista. – Poi, però, la direzione della storia è cambiata. Volevo comunque che Jun-ho potesse incontrare il fratello almeno una volta e vedere l’esistenza della bambina. Mi chiedevo: a chi posso lasciarla? E allora ho pensato a lui. Dopo averlo visto, In-ho decide di consegnargli la neonata. Sa che può fidarsi di lui, perché non è il tipo da sprecare 45.6 miliardi di won».
Chiaramente c’è un’altra spiegazione possibile, e cioè che le questioni irrisolte su questi due personaggi siano state intenzionali, in modo da lasciare la porta aperta per un possibile spin-off sul passato del Front Man. Che ne pensate? Vi piacerebbe?
Fonte: Screen Rant
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