Dagli anni Settanta, gli X-Men fanno un salto di 10 anni per spostarsi nei favolosi Eighties. In X-Men: Apocalypse vedremo una nuova dimensione temporale ambientata negli anni ’80, ed è quindi lecito – e suggestivo – aspettarsi un omaggio al cinema di quegli anni d’oro, già celebrati da James Gunn nel suo Guardiani della galassia (per rimanere nel contesto cinecomic). Simon Kinberg, lo sceneggiatore di Giorni di un futuro passato, è estasiato all’idea, come ha confessato in una recente intervista a Collider: «Io e Bryan [Singer] siamo elettrizzati, è un periodo unico per estetica, musica e stile, che ha formato una vera e propria dinastia cinematografica, con cui siamo cresciuti».

Ma i temi da affrontare nel capitolo conclusivo della trilogia della Prima Classe, iniziata con il prequel di Matthew Vaughn X-Men: L’inizio, sono molti. Uno di questi, per esempio, è il rapporto tra Mystica e Bestia, a cui prestano volto e corpo Jennifer Lawrence e Nicholas Hoult: «Non abbiamo avuto occasione di dedicargli molto spazio in Giorni di un futuro passato, quindi in Apocalypse esploreremo maggiormente la loro relazione». Attenzione maggiore ai due mutanti, dunque, con Mystica sempre più centrale: «In un certo senso lei è la figlioccia di Xavier e Magneto: è cersciuta con Charles e diventata donna con Eric, due uomini dalle filosofie molto diverse, e anche sarà uno dei cardini del film».

Inoltre, anche in termini di proporzioni, X-Men: Apocalypse promette grandi cose. Il budget non è ancora stato stimato, ma Kinberg ha svelato che la Fox lascerà al team creativo molta più carta bianca dopo l’enorme successo di Giorni di un futuro passato: «Ci saranno set immensi e noi avremo l’opportunità di apportare numerosi cambiamenti, anche radicali, come fatto con DOFP».

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Fonte: Collider

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