In occasione dei venticinque anni dall’uscita del primo Ritorno al Futuro – il film che meglio di qualunque altro ha saputo giocare con i vari aspetti del viaggio del tempo – Best Movie ripercorre i più celebri viaggi nel tempo visti al cinema.

Altro film che pasticcia con i viaggi nel tempo è Deja Vu (2006) di Tony Scott: l’agente Carlin (Denzel Washigton) indagando sulla morte di una ragazza scopre degli indizi che in realtà, si scopre nel corso del film, è lui stesso a posizionare grazie ad un viaggio nel tempo. Peccato che tale azione contribuisca in effetti a salvare la ragazza (quindi ad alterare gli eventi): come mai invece nella linea temporale dell’inizio del film (quella in cui la ragazza muore) gli indizi sono già posizionati nel modo in cui nella linea temporale modificata in cui la ragazza si salva? Ci sono forse altre linee temporali che non vediamo nel film? O è un bel buco nella trama?

Non bastano Denzel Washington, Jim Caviezel e Rosario Dawson a risollevare le sorti di Deja Vu, che resta un discreto poliziesco girato con mestiere, ma un mediocre film di fantascienza.

Deja Vu inoltre rientra anche nella categoria dei film di fantascienza in cui un insopportabile nerd che lavora per il governo americano spiega al protagonista (ed al pubblico) il funzionamento del congegno fantascientifico di turno ammucchiando fesserie scientifiche ad una velocità inconcepibile per qualunque essere umano, semplicemente infilando un paio di nomi di famosi fisici teorici qua e là, come se fosse necessaria una dose di realismo per dare senso alla storia. Niente di più sbagliato e fastidioso: se tutto il resto funziona, infatti, il modo in cui il viaggio nel tempo viene realizzato è del tutto secondario. Basta dire – ad esempio – che «il Flusso Canalizzatore rende possibili i viaggi nel tempo»: si è mai lamentato nessuno di Ritorno al Futuro?

Sotto, il trailer:

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