speciali

Lost: perché è un capolavoro

Il regista Fabio Guaglione, appassionato della serie, ci spiega perché l’opera è un evento mediatico senza precedenti. E afferma che le risposte ai misteri ci sono, basta unire i puntini…
Fabio Guaglione - 26/05/2010
Lost: perché è un capolavoro

Fabio Guaglione, il regista del duo Fabio & Fabio che ha realizzato i cortometraggi premiati in tutto il mondo Afterville, Silver Rope ed Eden, da grande appassionato condivide con i lettori di Best Movie un’approfondita analisi sul serial che ha rivoluzionato il genere, Lost.

E’ il 24 Maggio 2010. Mi alzo alle cinque del mattino e sapere che a breve guarderò la fine di Lost provoca un’emozione che non riesco nemmeno a connotare. Una serie che personalmente mi ha dato tantissimo. Da spettatore, infinite emozioni e riflessioni. Da addetto ai lavori, vere e proprie lezioni di storytelling della nuova generazione. Sei anni di fiato sospeso, di elucubrazioni mentali, di condivisione di pensieri con altri fruitori della serie… stanno per giungere al termine.

Non sapevo che Fox aveva organizzato una maratona per riproporre la sesta serie. Acceso il televisore, mi riguardo le due puntate prima del finale. Perché Lost va visto e rivisto. Non a priori, come un comandamento. Ma perché la sua struttura e i suoi contenuti offrono nuovi spunti ad ogni visione di uno stesso episodio. E’ come un grosso, immenso puzzle… e per ricomporre i pezzi bisogna osservarli bene, sia da vicino sia da lontano. Questo è il motivo per cui milioni di persone nel mondo non hanno semplicemente guardato gli episodi di un telefilm… ma hanno vivisezionato ogni singola immagine, hanno indagato sui misteri della serie rivedendosela più volte, hanno vissuto le storie dei personaggi da diversi punti di vista e crescendo con loro in questi sei anni, hanno cercato di capire meglio ciò che stava succedendo sull’isola documentandosi su antichi culti religiosi o sulle teorie della new science. Questo è il motivo per cui, a sei anni dalla sua apparizione, Lost è tutt’altro che scomparso. Anzi, il finale era atteso come un proprio evento mediatico. un evento che è iniziato in contemporanea mondiale. Di per sé, la sensazione di partecipare a qualcosa che così tante persone hanno atteso non ha prezzo ed in quel momento, alle 6 del mattino italiane, siamo in chissà quanti milioni, davanti al teleschermo, a vedere “la fine”. Adoratori incondizionati e critici spietati. Tutti lì, chi sperando di trovare risposte ai misteri, chi cercando di capire come sarebbe finita la vita dei personaggi, chi semplicemente guardando il finale di un pezzo di storia della televisione.

Inizia. Le prime immagini hanno una vibrazione insolita. E’ la fine. Si sente. Si sente che siamo su un altro piano rispetto ad alcune cadute di tono delle ultime puntate. L’arrivo del cargo con la bara. La mano di Jack che trema. Ok, sono dentro, totalmente. E’ la fine di Lost. (continua)

Lo speciale continua, diviso in capitoli:

Le lacrime

Gli ultimi minuti

«Un messaggio semplice»

La teoria spirituale

La teoria scientifica

I punti forti

Il linguaggio

I personaggi

Il binomio fede e scienza

I misteri

Una mania collettiva

L’utilizzo dei media

«Let it go»


Leggi lo speciale Lost: perché NON è un capolavoro


Inoltre, per conoscere tutto di Lost:

Guarda il video delle domande irrisolte
Guarda la classifica delle scene cult
Leggi il finale di Lost.
Scrivi il tuo finale alternativo.
Guarda la photogallery di Lost
Guarda i video dei fan
Leggi la guida a Lost

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nessun commento, inseriscilo tu per primo per “Lost: perché è un capolavoro”

moniapaleskin scrive:

La migliore serie della storia della televisione.
Orribilmente violata da un finale banale, buonista e privo di senso.

Alfopop scrive:

Non sono d’accordo su molte questioni, sebbene, molte altre possano essere condivisibili. Sto preparando un articolo per provare a dare voce a un punto di vista un po’ diverso e non così entusiasta (soprattutto sul finale di Lost) – credo numericamente altrettanto rappresentato – e spero possa trovare spazio, qui, di fianco a quello di Fabio Guaglione.

bollesan scrive:

A me non è piaciuto affatto.
Troppo lento e assurdo….

bollesan scrive:

A me non è piaciuto affatto.
Assurdo e lento.

bollesan scrive:

A me non è piaciuta affatto, troppo assurda e lenta.

luca scrive:

Non c’era modo più bello ed interessante di spiegare un’ opera monumentale, enigmatica e poetica quale è Lost.
Sono semplicemente daccordo con l’analisi di Guaglione. L’amaro in bocca un pò lo lascia, ma lo fa solo per quanto riguarda la semplicità con la quale il più grande ed emozionante serial degli ultimi dieci anni finisce. Chi lo ha seguito con il cuore e la testa, e non soltanto per puro svago, può comprendere.
Io ne sono rimasto affascinato da subito, sia per i protagonisti( i miei prefeirti sono stati sempre Locke, Ben e Desmond), sia per la narrazione e la scenografia.
Il finale è emozionante(lacrime anche per me)e indimenticabile.
SEMPLICEMENTE GRAZIE LOST.

vandario scrive:

Semplicemente grazie.
hai dato parole a molti miei pensieri.

Inserisci un commento

Effettua il login per postare un commento.

Se non sei registrato clicca qui Registrati