Sorridente e solare Barbara Broccoli, figlia d’arte dello storico produttore dei film dell’agente segreto più famoso del cinema e della letteratura – e ora in prima persona al governo della Saga – è giunta a Roma insieme al cast del film per presentare in anteprima Skyfall, il ventitreesimo 007, che esce a distanza di cinquant’anni dal primo capitolo (Licenza d’uccidere). Noi l’abbiamo incontrata e abbiamo cercato di strapparle qualche anticipazione sul futuro della serie. Di fronte alla domanda più importante – legata al rumor di un possibile interprete di colore per il futuro dell’agente dell’MI6 – la produttrice è stata evasiva, senza comunque escludere nulla.

In Skyfall uno dei conflitti principali è rappresentato dallo scontro fra il vecchio e il nuovo, con una sorta di implicita preferenza per il primo, incarnato proprio da Bond. Lei cosa ne pensa, dato che con la sua associazione, First Light, sostiene importanti iniziative per i giovani?
Una delle cose centrali del film è proprio il rapporto fra il nuovo e il vecchio, fra la nuova maniera e il vecchio stile, e quale fra le due sia la migliore, per fortuna io credo che James Bond risponda perfettamente alla domanda, ovvero che lui può usarle entrambe. È molto bravo con la “vecchia maniera” per via della sua esperienza, ma può usare anche la nuova tramite la tecnologia. Credo che lo snodo centrale sia avere un James Bond più umano. Le macchine non possono fare tutto, la tecnologia ha ancora bisogno dell’essere umano, che ha il coraggio di compiere azioni che nessun altro può compiere.

Lei ha cominciato a lavorare su 007 a 22 anni: quanto è cambiata la figura di Bond nel corso dei 23 film? Quanto si è adattato ai cambiamenti temporali e culturali, e quanto ha lasciato intatto di se stesso?
Credo che uno dei motivi per cui il personaggio è sopravvissuto tutto questo tempo è perché si è adattato ai tempi in cui vive. Ognuno degli attori che ha prestato il volto a James Bond, da Sean Connery a Daniel Craig, ha creato un personaggio di James Bond adattandolo al periodo storico in cui si trovava. Ci sono state molte sfide e cambiamenti nel corso degli ultimi cinquant’anni, ad esempio ricordo quando fu scelto Timothy Dalton, si era nel pieno periodo della crisi degli anni ’80. O quando iniziò Pierce Brosnan con Goldeneye, nel periodo della caduta del muro di Berlino. A quel punto molti dicevano “la guerra fredda è finita, che altri lavori può fare James Bond?”. E invece alla fine dell’era di Pierce, prima di Casino Royale, c’è stato l’11 settembre, e il mondo è tornato ad essere nuovamente preoccupato. Abbiamo dovuto invertire la tendenza dei film, che erano diventati molto fantastici con Pierce, e quando abbiamo scelto Daniel abbiamo voluto realizzare un Bond molto più umano, più serio, più consapevole di cosa stesse accadendo nel mondo.

Il legame con lItalia nella saga di 007 è sempre stato molto forte: che cosa vi affascina del nostro Paese?
Tre dei miei nonni erano italiani, quindi la mia eredit
à italiana è molto importante. Lo era anche per mio padre, che si é sempre considerato italo-americano. Quindi per noi l’Italia è sempre stata un posto di grande cultura, buon cibo, buon vino, e di tantissime altre cose meravigliose. Tutto ciò che James Bond apprezza, le cose più prelibate e ricercate nella vita, le ritrovi quando guardi all’Italia in termini di stile, design, innovazione, tecnologia. Tutte queste cose sono presenti e rispecchiano molto lo stile di Bond. Quindi penso che sia davvero una cosa di cui essere orgogliosi l’essere italiani. Ogni volta che abbiamo filmato in Italia, o lavorato con attori italiani, ci siamo sempre trovati benissimo.

Cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi film? Bond supererà le ombre del passato e ritroverà lamore?
James Bond è molto romantico… La tragedia di Bond è proprio questa. Lui sogna una vita da condividere con una sola donna, ma è consapevole che questo non potrà mai accadere. Il suo cuore è stato spezzato da Vesper in Casino Royale, e in quel momento ha capito che è impossibile per lui avere una famiglia, perché quando viene torturato lui lo può sopportare, ma se il villain di turno punta una pistola alla tempia della moglie o del figlio il discorso cambia, e questo lo rende consapevole che non potrà mai avere una vita normale. 

Si dice che forse il prossimo James Bond sarà Idris Elba, ci possiamo fidare di questo rumor?
James Bond è Daniel Craig, e non voglio lasciarlo andare via!

Quindi non è ancora il momento per un cambio?
Assolutamente no, Daniel sarà con noi per altri due film.

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