Soglia  fatidica, quella dei 40 anni. Il regista inglese Christopher Nolan la varca oggi (è nato il 30 luglio 1970), lo stesso giorno in cui il nostro Salvatores compie 60 anni, a testa alta, avendo già raggiunto una posizione di prestigio e di potere nell’universo hollywoodiano che molti colleghi senza dubbio gli invidiano. Basterebbero Batman Begins e Il cavaliere oscuro per ritagliargli uno spazio nel firmamento della settima arte.

Ma come molti suoi colleghi, anche Nolan è partito dal basso, facendosi le ossa con i cortometraggi  e partecipando a festival e rassegne. Alle prese fin da quando aveva sette anni con Super 8 mm e attori improvvisati (all’inizio ricorreva anche a delle action figure!), Nolan riesce a far trasmettere il suo primo cortometraggio, Tarantella, dal canale americano Image Union. Era il1989: all’epoca l’aspirante regista aveva appena 19 anni.  La svolta arriva negli anni ’90, quando Nolan incontra la donna che nel 1997 diventerà sua moglie e, particolare non secondario, la sua principale produttrice: Emma Thomas.  “Dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna”, recita giustamente il proverbio. Arriva così nel 1998 il primo lungometraggio firmato Christopher Nolan, Following, un poliziesco in bianco e nero che fa il giro del mondo, saccheggiando statuette e apprezzamenti dalla critica a destra e a manca.

Alle soglie del terzo millennio Nolan gira il film che lo consacra alla notorietà del grande pubblico: nel 2000 esce Memento, un thriller geniale tratto dal racconto di suo fratello Jonathan e realizzato in meno di un mese, in cui protagonista e spettatori si trovano nella stessa frustrante condizione di non conoscere ciò che è successo pochi minuti prima e di procedere a zig-zag a ritroso nel tempo.

Genere che vince non si cambia: nel 2002 Nolan firma un altro thriller, Insomnia. Questa volta la trama è più convenzionale, una detective story ambientata in Alaska con un protagonista che non riesce a dormire a causa del sole che non tramonta mai, ma in compenso il cast è stellare: Al Pacino, Robin WilliamsHilary Swank. Da lì in poi la strada è praticamente in discesa: nel 2005 la Warner Bros. propone a Nolan di dirigere Batman Begins, un nuovo capitolo della saga cinematografica dell’uomo pipistrello e il regista trasforma questa opportunità in un successo strepitoso, puntando su una rilettura dai toni cupi del giustiziere di Gotham City, interpretato da Christian Bale, e su un paniere di attori che include nomi del calibro di Michael Caine, Liam Neeson, Gary Oldman, Katie Holmes e Morgan Freeman.

Dopo altre due gemme quali The Prestige (2006) e Il cavaliere oscuro (2008), Nolan si appresta nuovamente a stupirci con Inception. Già un successo al botteghino USA, il film arriverà nelle nostre sale il 24 settembre. Tornando alla formula del thriller che gli ha regalato il successo degli esordi, stavolta Nolan varca i territori della fantascienza, con Leonardo DiCaprio nel ruolo del protagonista, un ladro di sogni in un futuro in cui sono le idee la merce più preziosa e il bottino più ambito. Il tema è quello dei piani di realtà e degli universi paralleli, da sempre caro al genere science fiction, condito in questo caso con una buona dose di pallottole e inseguimenti: non a caso alcune soluzioni estetiche ricordano fortemente il buon Matrix.

Per quanto riguarda i prossimi anni, Nolan sta cuocendo in pentola un nuovo Batman e un altro reboot targato Warner Bros., quello di Superman; entrambi  promettono di fare scintille. Da un lato con l’Enigmista come cattivo più quotato, nel 1995 già incarnato da Jim Carrey in Batman Forever, che stavolta potrebbe essere interpretato da Joseph Gordon-Levitt (500 giorni insieme); dall’altro con un’ambientazione dalle coordinate futuristiche che costituirebbe un’autentica novità per il Supereroe con la S maiuscola.

Tanti auguri!

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