Due Spicci, perché Emanuela Fanelli doppia Smeralda
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Due Spicci, perché Smeralda viene doppiata da Emanuela Fanelli nel finale?

Nell'ultimo episodio della serie Netflix di Zerocalcare il personaggio cambia voce. Una soluzione non nuova, per il fumettista di Rebibbia, dietro alla quale c'è un motivo specifico

Due Spicci, perché Smeralda viene doppiata da Emanuela Fanelli nel finale?

Nell'ultimo episodio della serie Netflix di Zerocalcare il personaggio cambia voce. Una soluzione non nuova, per il fumettista di Rebibbia, dietro alla quale c'è un motivo specifico

due spicci ed emanuela fanelli

Due Spicci ha sorpreso molti spettatori per il tono più cupo rispetto alle precedenti serie animate di Zerocalcare, ma anche per una serie di dettagli narrativi e sonori che diventano importanti soprattutto nel finale. La nuova produzione Netflix parte dai problemi economici di Zero e Cinghiale, alle prese con un piccolo locale e con una situazione sempre più ingestibile, ma nel corso degli episodi sposta il racconto su un terreno più amaro: i debiti, le responsabilità, le amicizie che non bastano più a rimettere tutto a posto e le persone che restano fuori dal campo visivo degli altri.

Tra questi dettagli ce n’è uno che riguarda Smeralda, personaggio centrale nella trama di Due Spicci e legato al passato di Zero. Per gran parte della serie, come accade spesso nell’universo animato di Zerocalcare, i personaggi sono raccontati attraverso la voce dell’autore. Nell’ultimo episodio, però, qualcosa cambia: Smeralda torna in scena con una voce diversa. A doppiarla è Emanuela Fanelli, presenza che non passa inosservata e che dà al personaggio un peso nuovo proprio nel momento in cui la storia arriva al suo bilancio finale.

Nel finale di Due Spicci c’è anche Emanuela Fanelli

Nel finale di Due Spicci, Smeralda cambia voce. Nell’episodio 8, intitolato Come comete, il personaggio è doppiato da Emanuela Fanelli, attrice tra i volti più riconoscibili del cinema e della televisione italiana degli ultimi anni. Il dettaglio arriva dopo la resa dei conti con Paturnia e dopo il tempo trascorso dagli eventi più traumatici della serie, quando Smeralda riappare in una fase diversa della sua vita e del suo rapporto con Zero.

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Non si tratta di un semplice cameo vocale. Il cambio di voce arriva in un momento preciso e modifica il modo in cui lo spettatore percepisce il personaggio. Per buona parte della serie, Smeralda è filtrata dallo sguardo di Zero: è un ricordo, una ferita, una presenza legata a qualcosa che il protagonista non ha risolto. Quando nel finale assume una voce propria, il rapporto tra lei e Zero cambia anche sul piano percettivo. Smeralda non è più soltanto una figura del passato raccontata da lui, ma una persona separata, autonoma, con una distanza ormai evidente.

È un passaggio coerente con il modo in cui Due Spicci lavora sui suoi personaggi. La serie non racconta solo cosa succede a Zero e ai suoi amici, ma anche il momento in cui alcune persone smettono di essere riducibili al ruolo che il protagonista aveva assegnato loro. Smeralda, in particolare, attraversa la storia come una figura complicata, legata a Paturnia, ai guai di Zero e a un passato emotivo non del tutto chiuso. La voce di Emanuela Fanelli nel finale sottolinea proprio questa uscita dal filtro di Zero.

Perché Smeralda cambia voce nell’ultimo episodio

Non risultano al momento dichiarazioni ufficiali di Zerocalcare che spieghino in modo esplicito perché Smeralda cambi voce nell’ultimo episodio di Due Spicci. Il significato del dettaglio, però, può essere letto in continuità con un meccanismo già usato dall’autore in Strappare lungo i bordi. Anche nella prima serie Netflix, infatti, molti personaggi erano doppiati da Zerocalcare per quasi tutto il racconto, ma nel finale alcune voci cambiavano, segnando un passaggio narrativo molto preciso.

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In quel caso, il cambio di doppiatore indicava l’uscita dei personaggi dal racconto interiore di Zero. Finché tutti parlano con la voce di Zerocalcare, lo spettatore ascolta il mondo come lo sente il protagonista: deformato dalla memoria, dal senso di colpa, dall’ansia, dal modo in cui Zero ricostruisce persone ed eventi. Quando una voce diventa diversa, quel personaggio smette di essere soltanto una proiezione del suo punto di vista e acquista una presenza propria.

Con Smeralda accade qualcosa di simile. Per tutta la serie, Zero la guarda attraverso ciò che lei rappresenta per lui: un pezzo di passato, una responsabilità, una ferita rimasta aperta, una persona che riporta in superficie questioni mai davvero risolte. Nel finale, invece, Smeralda appare oltre quella cornice. Non è più solo il modo in cui Zero la ricorda o la interpreta, ma una persona che ha attraversato gli eventi della serie e ne porta addosso le conseguenze.

La scelta di affidarla a Emanuela Fanelli rafforza questo passaggio. La sua voce arriva quando la serie ha già mostrato la parte più dura della vicenda e quando il rapporto tra Zero e Smeralda non può più essere letto come prima. Non c’è una spiegazione didascalica dentro l’episodio, ma il cambio sonoro funziona come una soglia: da quel momento, Smeralda non appartiene più solo alla narrazione di Zero.

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Il dettaglio è importante anche perché conferma uno dei tratti più riconoscibili dell’animazione di Zerocalcare. Le voci non sono soltanto un elemento tecnico, ma una parte del racconto. Quando Zerocalcare doppia quasi tutti, non lo fa solo per comicità o per stile: costruisce un mondo interamente filtrato dal protagonista. Quando invece entra una voce diversa, il racconto segnala che qualcosa è cambiato. In Due Spicci, quel cambiamento riguarda Smeralda e il modo in cui Zero è costretto finalmente a vederla fuori da sé.

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