Hokum: trama e perché piacerà ai fan di The Shining e 1408
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Hokum è il nuovo fenomeno horror dell’anno? Tutto sul film di Damian McCarthy

Un hotel sperduto, una stanza chiusa da anni e una presenza inquietante: dopo Backrooms e Obsession, nei cinema italiani, c'è un nuovo film da non perdere per gli appassionati del genere

Hokum è il nuovo fenomeno horror dell’anno? Tutto sul film di Damian McCarthy

Un hotel sperduto, una stanza chiusa da anni e una presenza inquietante: dopo Backrooms e Obsession, nei cinema italiani, c'è un nuovo film da non perdere per gli appassionati del genere

immagine dal film hokum

Il 2026 si sta rivelando un grande anno per il cinema horror. Tra ritorni molto attesi, nuovi capitoli di saghe storiche e sorprese capaci di conquistare pubblico e critica, il genere continua a dimostrare una vitalità impressionante. E dopo gli ottimi numeri di Backrooms e Obsession, nei cinema italiani è arrivato un film che potrebbe ritagliarsi uno spazio tutto suo. Si intitola Hokum, è il nuovo horror di Damian McCarthy, regista di Caveat e Oddity, e ha come protagonista Adam Scott, volto amatissimo di Scissione (Severance). Un hotel sperduto nel cuore dell’Irlanda, una stanza chiusa da anni, una leggenda inquietante e un uomo costretto a fare i conti con qualcosa che sembra emergere direttamente dal suo passato: gli ingredienti sono quelli del grande horror d’atmosfera. E se avete amato film come The Shining e 1408, potrebbe essere uno dei titoli da tenere maggiormente d’occhio in questa seconda parte dell’anno.

Hokum porta Adam Scott in un inquietante hotel

Al centro della storia troviamo Ohm Bauman, uno scrittore americano che raggiunge un remoto hotel irlandese con uno scopo profondamente personale: spargere le ceneri dei genitori nel luogo in cui, molti anni prima, avevano trascorso la loro luna di miele. Quello che dovrebbe essere un viaggio di commiato, però, prende rapidamente una direzione molto diversa. L’albergo nasconde infatti un segreto. Al piano superiore si trova una stanza nuziale chiusa da anni, mentre il personale sembra intenzionato a evitare qualsiasi domanda su ciò che potrebbe celarsi dietro quella porta.

Tra racconti di una strega, presenze inquietanti e ricordi che riaffiorano, Ohm viene trascinato in una notte nella quale diventa sempre più difficile distinguere il soprannaturale dai fantasmi del proprio passato. La frase scelta per accompagnare il film sintetizza bene il gioco messo in scena da McCarthy: «Non è la strega il vero pericolo, ma ciò che risveglia».

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Perché il nuovo horror ricorda The Shining e 1408

Il paragone con The Shining e 1408 non nasce soltanto dalla presenza di un hotel apparentemente infestato. Anche Hokum sfrutta infatti uno degli elementi più efficaci di questo particolare filone dell’horror: trasformare un luogo nato per ospitare persone in uno spazio dal quale il protagonista sembra progressivamente incapace di fuggire. Le stanze, i corridoi e gli incontri con gli altri personaggi diventano così parte di un meccanismo psicologico prima ancora che soprannaturale. L’hotel non è soltanto lo scenario nel quale accadono eventi inquietanti, ma una sorta di amplificatore delle paure e dei traumi di Ohm.

Damian McCarthy ha del resto indicato proprio l’haunted hotel movie come una delle matrici di Hokum, citando tra i riferimenti titoli come The Shining, 1408 e The Innkeepers. Il risultato promette però di seguire la strada già tracciata dal regista nei suoi film precedenti: meno interessato a spiegare immediatamente ciò che sta accadendo e molto più concentrato sull’attesa, sull’immagine disturbante e sulla sensazione che qualcosa possa apparire improvvisamente nel punto più buio dell’inquadratura.

Il ritorno di Damian McCarthy dopo Oddity

Per gli appassionati di horror, il nome più interessante dietro Hokum potrebbe essere proprio quello di Damian McCarthy. Il regista irlandese si è costruito negli ultimi anni una reputazione particolarmente solida tra gli amanti del genere grazie prima a Caveat e soprattutto a Oddity, horror del 2024 capace di conquistare critica e pubblico attraverso una costruzione della paura essenziale e fortemente visiva.

Con Hokum, McCarthy torna su alcuni territori che sembrano ormai diventati una sua firma: ambienti isolati, personaggi emotivamente vulnerabili, oggetti e spazi capaci di diventare minacciosi e una tensione costruita più attraverso ciò che potrebbe esserci nell’ombra che attraverso ciò che viene mostrato apertamente. Questa volta, però, la dimensione è più apertamente legata al folklore irlandese, utilizzato per alimentare il dubbio intorno alla misteriosa presenza che sembrerebbe infestare l’albergo.

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La storia di Hokum è vera? Il folklore dietro l’horror

L’atmosfera da leggenda locale potrebbe facilmente far pensare che Hokum sia ispirato a una storia vera o a un autentico hotel infestato. Non è così. La vicenda di Ohm Bauman e il mistero al centro dell’albergo sono fiction, e il film non risulta essere l’adattamento di un caso di cronaca realmente accaduto. McCarthy ha spiegato che l’idea nasce piuttosto dalla volontà di cimentarsi con il sottogenere degli hotel infestati.

Ciò non significa, tuttavia, che l’immaginario del film sia completamente slegato dalla realtà. Hokum attinge all’atmosfera e alla tradizione del folklore irlandese, utilizzando superstizioni, racconti e archetipi della cultura locale per costruire una storia che abbia il sapore di una leggenda tramandata da generazioni. È probabilmente proprio questa sovrapposizione tra trauma personale e mito popolare a rappresentare uno degli elementi più intriganti del film.

Hokum è partito forte anche nei cinema italiani

A pochi giorni dall’arrivo nelle sale, Hokum ha inoltre dato un primo segnale significativo sul mercato italiano. Nelle sale dal 5 agosto, nel suo primo giorno di programmazione il film ha incassato 86.818 euro con 13.485 spettatori, raggiungendo la terza posizione del box office italiano e risultando la prima nuova uscita della classifica. Davanti si sono posizionati soltanto due dei maggiori titoli dell’estate, Odissea e Spider-Man: Brand New Day.

Il risultato ha permesso a Hokum di entrare anche nella Top 5 dei migliori opening day horror del 2026 in Italia, piazzandosi al quinto posto dietro Backrooms, Scream 7, Lee Cronin – La mummia e La casa. Un risultato che da solo non basta naturalmente a trasformare un film in un fenomeno, ma che indica una curiosità già consistente intorno a un horror molto meno convenzionale rispetto ai grandi franchise del genere.

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Potrebbe essere una delle sorprese horror del 2026

È ancora presto per capire se Hokum riuscirà davvero a diventare uno dei titoli horror simbolo dell’anno. Gli ingredienti, però, sono quelli giusti. C’è un regista che negli ultimi anni ha dimostrato di conoscere molto bene i meccanismi della paura, c’è un protagonista riconoscibile come Adam Scott e soprattutto c’è un’idea tanto semplice quanto efficace: un uomo, un hotel isolato e una stanza che nessuno dovrebbe aprire. A questo si aggiungono folklore irlandese, trauma, lutto e una costruzione della tensione che sembra guardare più alla suggestione che allo spettacolo.

Chi ama gli horror ambientati in luoghi apparentemente impossibili da lasciare, da The Shining a 1408, potrebbe quindi aver trovato uno dei titoli da segnare nella propria lista del 2026. Hokum è al cinema in Italia dal 5 agosto, distribuito da Lucky Red.

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