House of the Dragon, la storia della dinastia Targaryen
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La storia della dinastia Targaryen dalla Conquista fino gli eventi di House of the Dragon

Da Aegon I a Rhaenyra: la storia dei Targaryen, la nascita del Trono di Spade e la guerra civile al centro della Danza dei Draghi

La storia della dinastia Targaryen dalla Conquista fino gli eventi di House of the Dragon

Da Aegon I a Rhaenyra: la storia dei Targaryen, la nascita del Trono di Spade e la guerra civile al centro della Danza dei Draghi

house of the dragon

Con la terza stagione di House of the Dragon, la Danza dei Draghi entra nella sua fase più feroce. La guerra civile tra Rhaenyra Targaryen e Aegon II non è più soltanto una minaccia sospesa sul Trono di Spade, ma il centro di un conflitto che ha già diviso famiglie, casate, città e draghi. Il ritorno della serie HBO arriva mentre il futuro del franchise guarda anche più indietro: Warner Bros. ha infatti messo in sviluppo un film su Aegon I il Conquistatore, il sovrano da cui è iniziato il dominio Targaryen su Westeros. Due estremi della stessa storia: da un lato la nascita del potere, dall’altro il momento in cui quel potere ha cominciato a distruggersi dall’interno.

Da Aegon il Conquistatore alla nascita del Trono di Spade

Per capire davvero House of the Dragon bisogna partire da Aegon. Prima della conquista, i Targaryen non erano i re di Westeros. Erano una famiglia di sangue valyriano sopravvissuta al disastro che aveva cancellato l’antica Valyria, l’impero dei signori dei draghi. La loro fortezza era Roccia del Drago, un’isola al largo della costa orientale del continente. Da lì Aegon ha guardato ai Sette Regni non come a un insieme ordinato, ma come a un mosaico di sovrani divisi, antiche rivalità e confini pronti a essere riscritti. Una storia che, prossimamente, verrà raccontata anche nel primo film ufficiale della saga.

La conquista è avvenuta con tre draghi e tre figure destinate a fondare la mitologia della dinastia: Aegon, le sue sorelle e mogli Visenya e Rhaenys, Balerion, Vhagar e Meraxes. Il futuro re ha unificato gran parte di Westeros sotto un solo trono, ha fondato Approdo del Re e ha trasformato le spade dei nemici sconfitti nel simbolo più riconoscibile del potere: il Trono di Spade. Fin dall’inizio, però, quel regno ha avuto una natura ambigua. È nato come promessa di unità, ma anche come risultato di una superiorità militare schiacciante. I Targaryen non hanno convinto Westeros ad accettarli: lo hanno piegato, e solo dopo hanno costruito la propria legittimità.

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Aenys e Jaehaerys: il potere diventa dinastia

Questa origine ha segnato tutta la loro storia. I draghi hanno reso la casata quasi intoccabile, ma l’hanno anche separata dal resto del continente. I Targaryen hanno conservato usi valyriani, matrimoni tra consanguinei, un’idea del sangue come forza politica e identitaria. Per i lord di Westeros erano sovrani, ma anche stranieri rimasti fedeli a una cultura più antica e inquietante. Finché la dinastia è rimasta unita, questa distanza ha funzionato come un’aura di potere. Ogni volta che la successione si è complicata, è diventata una crepa.

Dopo Aegon, il trono è passato ad Aenys I, più debole del padre e incapace di controllare pienamente le tensioni con la Fede e con i grandi poteri del regno. Poi è arrivato Maegor il Crudele, che ha difeso la corona con una violenza spietata. Con lui il potere Targaryen ha mostrato il suo volto più brutale: la monarchia è sopravvissuta, ma al prezzo del terrore. A rimettere ordine è stato Jaehaerys I, il Vecchio Re, il grande sovrano della stabilità. Il suo regno ha consolidato leggi, istituzioni, rapporti con la Fede e immagine pubblica della corona. Dopo di lui, però, è emerso il problema che avrebbe portato alla Danza dei Draghi: chi ha diritto a ereditare quando il sangue, il genere e la politica indicano strade diverse?

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Viserys, Rhaenyra e la crisi della successione

Il Grande Consiglio del 101 ha scelto Viserys come successore di Jaehaerys, preferendolo a rivendicazioni legate alla linea di Rhaenys Targaryen. Non è stata solo una decisione dinastica. Ha fissato un precedente: Westeros ha mostrato di preferire una successione maschile, anche quando una donna poteva vantare un diritto forte. Anni dopo, quello stesso precedente è tornato a pesare su Rhaenyra.

Viserys I ha regnato in un periodo apparentemente prospero. I Targaryen avevano molti draghi, una corte ricca, alleanze solide e un’autorità riconosciuta. Ma il re ha lasciato in eredità una crisi. Dopo la morte della moglie Aemma e del figlio neonato, ha nominato erede la figlia Rhaenyra. La decisione era chiara, pubblica, confermata nel tempo. Poi Viserys si è risposato con Alicent Hightower e ha avuto figli maschi, tra cui Aegon, Aemond e Daeron. A quel punto il regno si è trovato davanti a due principi incompatibili: la volontà espressa dal sovrano e la tradizione che favoriva il maschio.

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La Danza dei Draghi e il cuore di House of the Dragon

House of the Dragon nasce dentro questa contraddizione. Rhaenyra non è una pretendente improvvisata: è l’erede scelta dal padre. Aegon II non è soltanto un usurpatore agli occhi dei suoi sostenitori: è il figlio maschio del re, quindi il candidato più naturale per una parte della corte. La serie ha costruito la sua forza proprio evitando una lettura troppo semplice. La guerra non è scoppiata perché un solo personaggio ha tradito tutti gli altri, ma perché per anni ciascuno ha interpretato il diritto secondo il proprio interesse, la propria paura, la propria posizione familiare.

Il cuore della storia resta il rapporto tra potere e sangue. I Targaryen hanno fondato il proprio dominio sull’idea di essere diversi, superiori, quasi necessari alla stabilità del mondo. Ma quando quella stessa famiglia si è divisa, i draghi non hanno più protetto il regno: lo hanno minacciato. La Danza dei Draghi è questo, prima ancora che una guerra spettacolare. È il momento in cui l’arma che aveva permesso ai Targaryen di conquistare Westeros è diventata lo strumento della loro rovina.

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Rhaenyra e Alicent sono le figure attraverso cui la serie ha dato forma a questa frattura. La prima ha ricevuto un’eredità che il regno non era pronto ad accettare fino in fondo. La seconda ha protetto i figli dentro un sistema che l’ha usata come pedina dinastica prima ancora che come regina. Attorno a loro si sono mossi uomini convinti di poter controllare la storia: Otto Hightower, Daemon Targaryen, Criston Cole, Aemond. Ognuno ha spinto la crisi un po’ più avanti, fino a renderla irreversibile.

La terza stagione riparte da qui, con la guerra ormai aperta e con i Targaryen divisi tra Neri e Verdi. La vicenda di Aegon il Conquistatore, al centro del film in sviluppo, serve allora a illuminare il paradosso della casata. Tutto è iniziato con un uomo che ha unito Westeros grazie ai draghi; tutto, in House of the Dragon, rischia di precipitare perché i suoi discendenti hanno rivolto quella stessa forza gli uni contro gli altri. È la lunga traiettoria del fuoco e del sangue: conquista, legittimità, successione, guerra civile.

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Dopo House of the Dragon: la strada verso Il Trono di Spade e Daenerys

La Danza dei Draghi non ha cancellato subito i Targaryen dal potere, ma ne ha cambiato per sempre la storia. Dopo la guerra civile, la dinastia è sopravvissuta, però ha perso gran parte della propria forza simbolica. I draghi, che erano stati lo strumento della conquista e il segno più evidente della superiorità Targaryen, sono diventati sempre più rari fino a scomparire. Senza di loro, i re della casata hanno continuato a sedere sul Trono di Spade, ma non hanno più avuto la stessa aura quasi invincibile dei loro antenati.

Nei secoli successivi, il dominio Targaryen ha attraversato nuove crisi, ribellioni, matrimoni politici e sovrani molto diversi tra loro, fino ad arrivare ad Aerys II, il Re Folle. La sua paranoia, la sua violenza e la ribellione guidata da Robert Baratheon hanno messo fine alla dinastia sul continente. È qui che la storia si collega a Il Trono di Spade: Daenerys Targaryen, figlia di Aerys, cresce in esilio dopo la caduta della sua famiglia e diventa l’ultima grande erede del nome del drago.

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Il suo percorso ha riportato in vita ciò che sembrava perduto. Con la nascita di Drogon, Rhaegal e Viserion, i draghi sono tornati nel mondo e con loro anche il sogno di una restaurazione Targaryen. Da Aegon il Conquistatore a Rhaenyra, fino a Daenerys, la storia della casata ha seguito sempre la stessa tensione: il desiderio di governare Westeros come destino familiare e il rischio che quel destino diventi una condanna. In questo sta la forza del franchise: ogni nuova storia sui Targaryen non aggiunge soltanto un capitolo al passato, ma illumina il modo in cui il potere, nel mondo creato da George R.R. Martin, non è mai separato dal prezzo che pretende.

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