Roger Ebert, il critico americano da molti considerato il più influente al mondo, ha pubblicato sul quotidiano Chicago Sun-Times l’elenco dei suoi 10 film preferiti del 2011. Al numero uno della classifica troviamo A Separation, il film iraniano vincitore dell’Orso d’oro all’ultimo Festival di Berlino. A Ebert è piaciuto il fatto che «il film combini una trama adatta a un grande racconto con l’impatto emozionale di un bel melodramma».

Secondo posto per Shame di Steve McQueen, presentato in concorso qualche mese fa al Festival di Venezia. Il critico dice di aver apprezzato la «coraggiosa» interpretazione del protagonista Michael Fassbender e la regia del giovane autore inglese, alla sua seconda esperienza dietro la macchina da presa dopo Hunger.

Sull’ultimo gradino del podio, il film vincitore della Palma d’oro a Cannes, The Tree of Life di Terrence Malick, definito «un’opera ambizioso ma, al contempo, segnata da una profonda umiltà, che cerca di includere tutta l’esistenza umana attraverso il prisma delle vite di pochi esseri infinitesimali».

Quarto posto per il nuovo lavoro di Martin Scorsese, il primo in 3D del maestro, Hugo Cabret, in uscita in Italia a febbraio: il film viene considerato da Ebert «una lettera d’amore per il cinema». Secondo il critico, le vicende del ragazzino protagonista, sono metafora «della nascita dei film e della conservazione del loro patrimonio». Il progetto di Scorsese è stato eletto miglior film dell’anno anche dal National Board of Review, organizzazione no profit dedicata al sostegno del cinema.

La classifica prosegue con Take Shalter di Jeff Nichols, film che a Cannes si è aggiudicato il Grand Prix della settimana della critica, seguito da Kinyarwanda di Alrick Brown, un film sul genocidio in Ruanda nel 1994. Ebert lo definisce «un film dal grande impatto emotivo», «una serie di intensi momenti personali».

Settimo posto per Drive diretto dal giovane danese Nicolas Winding Refn, promessa del cinema mondiale e vincitore della Palma a Cannes per la miglior regia. Il critico sottolinea il distacco tra i vari personaggi della storia e il “driver” e dice che il film «si presenta come un thriller, e lo è, ma è anche altro e rappresenta un rimprovero a come invece altre pellicole appaiono».

Ebert non dimentica Woody Allen che compare in classifica all’ottava posizione con il suo ultimo progetto, Midnight in Paris. Il film, che in Italia ha riscosso grande successo,  viene definito da Ebert «un’affascinante commedia di una coppia in vacanza a Parigi».

Chiudono la top ten altre due pellicole viste quest’anno a Cannes, Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismäki e The Artist di Michel Hazanavicius, film che ha da poco ottenuto un gran numero di nomination ai Golden Globes 2012.

Ecco la classifica di Roger Ebert:

  1. A Separation
  2. Shame
  3. The Tree of Life
  4. Hugo Cabret
  5. Take Shalter
  6. Kinyarwanda
  7. Drive
  8. Midnight in Paris
  9. Miracolo a Le Havre
  10. The Artist

(Fonte: Suntimes)

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