Terzo giorno. Venezia comincia a delineare un quadro di ciò che bolle nel suo calderone. Siamo nell’anno delle storie vere, come abbiamo detto e continuano a fioccare storie vere che poco però ci appassionano.

Qui trovate #ilmiocinema di Black Mass di Johnny Depp che è vero quanto noioso e inutile nel genere che esplora, I gangster forse, e dico forse, sono arrivati al limite. Sono gli Zombie del cinema.

La cosa più interessante di questo film forse è il suo attore e tutto quello che gira intorno a lui: Johnny Depp non è più quello di una volta? Non regge più il suo “peso”, passatemi la pessima battuta? Non becca più ruoli che siano decentemente rappresentanti del suo talento? Sinceramente non so dove sia la realtà e non mi interessa. Qui sto capendo quanto bisogna essere lontani dal colore per avvicinarsi alla sostanza. Johnny Depp è uno degli strumenti più validi del nostro cinema, ce l’ha dimostrato e noi dovremmo solo silenziosamente attendere la sua rinascita. In sala stampa per altro dice una cosa che mi scalda il cuore e che dovrebbe essere detta e sottolineata da molti: il pubblico lui lo chiama Boss e lo ringrazia per la sua partecipazione. Studiato? Non conta. Umano.

Oggi ho incontrato anche molti ragazzi, molti di voi che mi seguono, è stupendo come stiamo condividendo questa esperienza insieme e come sia felice di farlo parlando e conoscendovi. Mi fermate e io sono quello logorroico che attacca a parlare dei film, vi chiedo pareri, vi dico cosa mi stia piacendo, insomma, qui ho trovato una piccola community in fissa come me ed è stupendo. Ovviamente continuate, anzi, a breve vi dirò come incontrarci con più tempo e tutti insieme.

Ci sono altri film da vedere, c’è In Jackson Heights, documentario di Wiseman che fa parlare e vivere e pulsare di energia un quartiere intero di NY, poi c’è L’Attesa (ho intervistato Piero Messina, regista intelligente e giovane che mi riconosce a inizio intervista, bello) film di stampo sorrentiniano (Messina è il suo aiutoregia) con una storia alla Waiting for Godot intima e d’atmosfera, sicuramente interessante. Poi si fa un salto, apparentemente inutile, nel futuro distopico di Equals che presenta una sorta di 1984 mixato a Her e Gattaca ma che non ci fa mai capire perché esista e dove voglia arrivare. Ottima idea ma esecuzione pessima.

Insomma, poche perle al festival quest’anno in questi primi giorni ma sono fiducioso, ancora molte cose da vedere e molte cose da scoprire. Io sto qui, ci state anche voi, che passeggiate per il Lido o che leggiate queste parole spero gradite.

A domani!

Qui sotto, la nuova puntata di BreaKing Pop con il video-resoconto di Black Mass e l’incontro con le fan di Johnny Depp che lo attendevano per il Red Carpet:

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