Sono passati sette anni dalla fine de Il Trono di Spade, ma per una parte del pubblico la ferita non si è mai davvero rimarginata. L’ultimo episodio della serie HBO, andato in onda nel 2019, continua ancora oggi a essere ricordato come uno dei finali più divisivi della storia recente della televisione: un epilogo che ha chiuso il viaggio di Jon Snow, Daenerys Targaryen, Tyrion Lannister, Arya e Sansa Stark, ma che per molti spettatori non ha reso giustizia al percorso costruito nelle stagioni precedenti. Un ritornello che in questi giorni sta tornando familiare anche per le reazioni al finale di The Boys, ma che nel caso di Westeros si trascina ormai da anni, tra discussioni, rivalutazioni e polemiche mai del tutto sopite.
A difendere ora quel finale ci ha pensato Kit Harington, l’attore che per otto stagioni ha interpretato Jon Snow. Durante una recente apparizione al Motor City Comic Con in Michigan, la star è tornata a parlare dell’ottava stagione della serie tratta dall’universo creato da George R.R. Martin, spiegando di provare ancora un forte istinto di protezione nei confronti di quel capitolo conclusivo.
«La questione dell’ottava stagione… ragazzi, mi sento ancora molto protettivo nei suoi confronti», ha dichiarato Harington durante il panel. «E il motivo è che, voglio dire, immagino che voi l’abbiate vista tutti dall’esterno, mentre io l’ho vista dall’interno. Quindi sapevo, so quanta cura e quanto amore e quanto lavoro e quanta vita siano stati messi nel realizzarla, e le conversazioni che ci sarebbero state e le discussioni intorno al tavolo su quale direzione prendere e quale cosa fare» ha aggiunto.
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L’attore ha poi proseguito difendendo direttamente le persone che hanno portato a termine la serie: «Sento che le persone migliori per poterlo fare erano le persone che ci hanno dato le prime sette stagioni, che l’hanno portata in TV, che hanno preso la cosa di George e l’hanno portata in TV. E quindi la mia sensazione al riguardo è che possano esserci stati degli errori, come possiamo tutti decidere se ci sia piaciuta o no, e cosa ci sia piaciuto, cosa non ci sia piaciuto».
Il finale de Il Trono di Spade era stato contestato per diversi motivi: la trasformazione improvvisa di Daenerys nella “Regina folle”, la scelta di farla uccidere da Jon Snow, il destino dello stesso Jon rispedito oltre la Barriera, l’incoronazione di Bran Stark come nuovo sovrano dei Sei Regni e la sensazione, per molti fan, che alcune trame fossero state accelerate verso una conclusione troppo rapida. La stagione 8, composta da soli sei episodi, aveva anche lasciato insoddisfatti quanti ritenevano che l’enorme costruzione politica e psicologica delle stagioni precedenti meritasse più tempo per arrivare alla sua chiusura.
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Harington, però, non sembra aver cambiato idea. «Non c’è alcun dubbio nella mia testa che quello che hanno fatto era la cosa giusta da fare, perché sono le persone che ce l’hanno portata», ha concluso. «E in un certo senso resto fedele a questo. Come, mi sento molto difensivo nei suoi confronti come serie e come stagione. E penso che lo sarò sempre, in realtà» ha concluso.
Intanto, al netto delle polemiche mai davvero archiviate, il franchise di Game of Thrones è pronto a espandersi ancora. La terza stagione di House of the Dragon debutterà su HBO e HBO Max il 21 giugno 2026, mentre A Knight of the Seven Kingdoms è già stato rinnovato per una seconda stagione, attesa nel 2027. Sul fronte cinematografico, Warner Bros. ha inoltre annunciato Game of Thrones: Aegon’s Conquest, film dedicato alla conquista di Westeros da parte di Aegon Targaryen.
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