Orecchie a punta, capelli scarmigliati, grossi piedi nudi e pelosi, un cappotto liso, la spada Pungolo tra le mani e un cotta di maglia brillante sotto la camicia. «Oh, questa è quella che chiamo la mia “Beyoncé”» scherza Martin Freeman sorseggiando una tazza di tè fumante e riferendosi all’“armatura” di mithril che gioca un ruolo così importante sia in Lo Hobbit sia ne Il signore degli anelli. «La indossi e ti fa sentire immediatamente più glamour! (ride). Non è pesante come sembra, la prima versione lo era, era fatta di maglie di metallo, ma poi abbiamo un po’ barato, perché altrimenti non avrei potuto fare la metà dei movimenti».

Best Movie: C’è molta più azione in questo terzo capitolo di Lo Hobbit, giusto?
Martin Freeman: «Sì, anche se molta meno per il mio personaggio rispetto ad altri. Bilbo è lo stesso delle pellicole precedenti, anche se quel che è successo fin qui l’ha cambiato e ora è costretto a prendere delle decisioni più sfrontate, più coraggiose. Ma non è un grande guerriero, e non diventa magicamente tale alla fine di questo terzo film. Però ora è un po’ più diretto, molto meno indeciso. L’azione aumenta, si trova in una situazione differente da tutte quelle attraversate prima: è in mezzo a una battaglia, con una spada tra le mani, e quindi deve cavarsela, seppur sempre nel suo modo un po’ sgangherato e improvvisato».

BM: L’incontro con Smaug l’ha temprato?
MF: «Ci sono molti momenti in cui Bilbo si dimostra più che all’altezza della situazione, secondo me, ma effettivamente l’incontro con Smaug è di grande impatto: da un lato c’è un drago gigantesco e terrificante, così sicuro che nessuno possa mai essergli d’intralcio, dall’altro un piccolo hobbit inerme e indifeso. Ci si potrebbe chiedere cosa diavolo abbia spinto Bilbo a cacciarsi in questa situazione, ma il fatto è che gli atti di eroismo non vengono quasi mai percepiti come tali, ma come necessari: sono semplicemente la cosa giusta da fare, in quel momento».

BM: Com’è stato ritrovare Benedict Cumberbatch (che dà voce e corpo a Smaug) sul set? In Sherlock siete migliori amici, qui uno contro l’altro.
MF: «In realtà non abbiamo girato nessuna sequenza insieme. Quindi è stato molto piacevole, abbiamo passato un bel pomeriggio in roulotte, chiacchierando e bevendo tè (ride)». […]

 

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Leggi l’approfondimento su Lo Hobbit – La battaglia dell cinque armate.

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