Prima o poi doveva succedere. Dopo mesi passati a parlare di Odissea come del nuovo grande kolossal di Christopher Nolan, del ritorno di Omero al cinema, del formato IMAX, della pellicola 70mm, del cast stellare e delle libertà prese con il poema, resta una questione molto più concreta. Molto meno epica, forse. Ma non per questo meno importante: quando si può andare in bagno durante Odissea senza perdere una scena fondamentale?
Il film dura 172 minuti, cioè 2 ore e 52 minuti. Non pochissimo. E a differenza di Ulisse, lo spettatore medio non ha vent’anni a disposizione per completare il suo viaggio. Bisogna quindi organizzarsi, soprattutto se si entra in sala dopo un caffè, una bibita grande o un eccesso di fiducia nelle proprie capacità di resistenza. Naturalmente la prima risposta sarebbe: mai. Odissea è un film pensato come esperienza immersiva, e ogni pausa spezza il ritmo. Ma se la necessità chiama, meglio scegliere il momento meno dannoso.
Quella che segue è quindi una piccola guida di sopravvivenza, ispirata anche alle indicazioni circolate online dopo l’uscita del film. Attenzione: ci sono spoiler leggeri sulla struttura del racconto e su alcune scene. Niente che rovini davvero l’esperienza, ma abbastanza da orientarsi dentro il viaggio di Odisseo.
Intorno ai 27 minuti: prima della grotta
Il primo momento utile arriva intorno ai 27 minuti, poco dopo una battuta di Odisseo sul ritorno a casa e sui venti favorevoli. È una fase in cui il film sta ancora costruendo il viaggio e preparando lo spostamento verso una nuova tappa dell’avventura. Se avete bisogno di una pausa rapida, questo è uno dei punti meno dolorosi. Che cosa si perde? Soprattutto una breve sequenza notturna, con Odisseo legato al ricordo di Penelope e al pendente di Atena, e alcuni passaggi di navigazione e razzia. La storia si muove verso l’arrivo su un’isola, dove Odisseo e i suoi uomini vedono una pecora e la seguono fino a una grotta. Chi conosce l’Odissea ha già capito: siamo dalle parti di Polifemo.
Non è un momento del tutto irrilevante, perché prepara una delle scene più celebri del mito. Ma è ancora una fase di transizione. Il consiglio, se scegliete questo punto, fate in fretta. Non è il caso di perdersi l’ingresso vero e proprio nella grotta e una delle scene migliori di tutto il film.
Intorno all’ora di film: tempeste e Lestrigoni
Il secondo momento indicato arriva poco prima dell’ora, intorno ai 58-59 minuti, quando Odisseo riflette sul fatto che i suoi uomini siano sempre più convinti che abbia offeso Poseidone. Anche qui il film attraversa una fase di spostamento e difficoltà, con le navi bloccate dalle tempeste e l’approdo su un’isola tutt’altro che accogliente. Durante la pausa si rischia di perdere l’incontro con i Lestrigoni, i giganti antropofagi che nel poema rappresentano una delle tappe più devastanti del viaggio. Nel film sono rielaborati come una minaccia fisica, violenta, quasi da grande set piece d’azione: uomini enormi, ambiente ostile, fuga verso le navi, perdita di parte dell’equipaggio.
È davvero un momento sacrificabile? Dipende. Dal punto di vista della trama generale, sì: non si perde una rivelazione decisiva. Dal punto di vista dello spettacolo, un po’ meno, perché Nolan usa questi passaggi per dare al viaggio una dimensione di pericolo continuo. Se però bisogna scegliere tra questo e una scena più cruciale più avanti, questo resta uno dei punti possibili.
Intorno a 1 ora e 45 minuti: le vacche sacre
Il terzo momento utile arriva intorno a 1 ora e 45 minuti, dopo che Euriloco chiede a Odisseo che cosa gli abbia detto Tiresia. È una buona finestra per una pausa di tre o quattro minuti, perché la narrazione entra in una breve deviazione legata alla fame dell’equipaggio e a un nuovo approdo. Qui Odisseo avverte i suoi uomini di non toccare le vacche sacre. Naturalmente, essendo l’Odissea, e più in generale essendo un racconto in cui gli uomini fanno spesso l’unica cosa che era stato detto loro di non fare, la situazione non resta sotto controllo a lungo. Mentre Odisseo dorme, Atena lo guida verso una fossa dove scopre che alcuni uomini hanno già ucciso e mangiato una delle vacche.
È un passaggio tematicamente coerente con il film, perché torna l’idea di uomini incapaci di dominare fame, istinto, paura e disobbedienza. Non è però il momento più insostituibile del racconto. Se la pausa è rapida, si può rientrare senza essersi smarriti nel Mediterraneo narrativo di Nolan.
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Intorno a 2 ore e 12 minuti: a Itaca, ma solo per pochissimo
Il quarto momento arriva molto più avanti, intorno a 2 ore e 12 minuti. Qui bisogna essere particolarmente rapidi. Telemaco conduce il mendicante, cioè Odisseo sotto mentite spoglie, dentro il palazzo. La scena sembra avviare una fase più quieta, fatta di tensione trattenuta, sguardi, preparativi e riconoscimenti ancora sospesi.
È un punto in cui teoricamente si può uscire per tre minuti, ma è anche il più rischioso tra quelli consigliati. Perché subito dopo il film comincia a preparare uno snodo importante: Antinoo, i Proci, la tensione nella sala, il bastone di Sinon, la violenza che sta per esplodere. In altre parole: se decidete di andare in bagno in questo punto, non fatevi tentare dalla fila al bar. Non è il momento per aggiungere nachos all’impresa.
Il consiglio migliore resta arrivare preparati
Naturalmente, la soluzione più saggia resta quella più banale: andare in bagno prima del film, evitare la bibita formato ciclope e ricordarsi che 172 minuti sono quasi tre ore, non “un film un po’ lungo”. Odissea è costruito come un viaggio continuo, e ogni interruzione toglie qualcosa alla sua forza immersiva. Detto questo, non tutti gli spettatori sono eroi omerici. Se la necessità diventa inevitabile, i momenti meno dolorosi sono quelli indicati L’importante è sapere che nessuna pausa è completamente gratuita: in un film di Nolan, anche una scena di passaggio può contenere un dettaglio visivo, una risonanza mitologica o un pezzo di atmosfera.
Ma se proprio bisogna scegliere, meglio perdere un approdo minore che il cuore del ritorno. Ulisse può anche impiegare anni a tornare a Itaca. Voi, possibilmente, cercate di tornare in sala in meno di quattro minuti.
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