Quando la stagione delle premiazioni si avvicina, in tanti utilizzano i metodi più svariati per decidere chi vincerà. Il Toronto Film Festival, gli Annie Awards e altre manifestazioni del mondo dello spettacolo sono il termometro di giudizio. A volte ci si prende, ma per lo più si tratta di “giocare a mosca cieca”.

Pure il New York Critics Circle è considerato da molti un test attendibile, anche se (lo precisiamo), lo scorso anno il premio è andato ad American Hustle (poi rimasto a bocca asciutta durante la notte degli Oscar).
I critici newyorchesi hanno deliberato, e l’assegnazione più ambita se l’è portata a casa Boyhood di Richard Linklater. Il progetto cinematografico, durato per l’esattezza 12 anni, è stato premiato anche per la migliore interpretazione femminile da non protagonista (Patricia Arquette) e per la regia. Dopo tanta fatica, almeno un riconoscimento era dovuto.

Qui di seguito gli altri premiati.

Miglior film: Boyhood
Miglio regia: Richard Linklater (Boyhood)
Miglior attore protagonista: Timothy Spall (Mr. Turner)
Miglior attrice protagonista: Marion Cotillard (The Immigrant and Two Days, One Night)
Miglior attore non protagonista: J.K. Simmons (Whiplash)
Miglior attrice non protagonista: Patricia Arquette (Boyhood)
Miglior film straniero: Ida (Poland, dir. Pawel Pawlikowski
Miglior film d’animazione: The LEGO Movie (dirs. Phil Lord & Christopher Miller)
Miglior opera prima: The Babadook (dir. Jennifer Kent)
Miglior documentario: Citizenfour (dir. Laura Poitras)
Miglior sceneggiatura: The Grand Budapest Hotel (writer Wes Anderson)
Miglior fotografia: Darius Khondji (The Immigrant)
Premio speciale: Adrienne Mencia

Fonte: collider

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