Steven Spielberg in questi giorni è impegnato col tour promozionale di Il ponte delle spie, che uscirà il 17 dicembre. Il regista americano ha approfittato dell’occasione per chiarire alcune sue dichiarazioni sul cinema dei supereroi di qualche tempo fa, che hanno creato scalpore e innescato un acceso dibattito online.

Ha anche sottolineato di aver dichiarato in passato che il genere dei superhero movies sarà la nuova strada dell’Occidente, ma ci ha tenuto a spiegare ancora meglio la sua posizione. «Per chiarire meglio, non ho predetto la fine del cinema totale, ho semplicemente previsto che un certo numero di blockbuster nella stessa estate — questi grossi superhero movies –  specie quando ne sono usciti tre, quattro di fila – non hanno funzionato. Ecco cosa ho detto davvero.Non ho mai detto che l’industria del cinema sarebbe finita per questo. Ho semplicemente detto che questo genere di film non ha la solidità e la longevità del western, che esordì con l’inizio del cinema e durò in buona salute fino agli anni ’60».

Spieleberg ha anche aggiunto, però, che il nuovo modello industriale ha allargato l’offerta: «Avevo anche sottolineato come in questa nuova industria si siano moltiplicati i film di genere diverso, come se ci fosse un’audience per tutto. Fino a cinque anni fa non c’era un’audience per tutti i film. Ma questi nuovi piccoli film a low budget hanno trovato una breccia per farsi apprezzare da un pubblico abbastanza ampio, da trovare anche chi li distribuisca. Che non sono film come Il ponte delle spie, ma film indipendenti nel vero senso della parola».

Spielberg si riferisce ai cambiamenti avvenuti con l’avvento del VOD e in particolar modo di Netflix, che hanno dato la possibilità ai film low budget (vedi Beasts of No Nation) di trovare il loro pubblico. Anche se, a giudicare da come sta mandando avanti da lustri la sua carriera, è noto che egli preferisca alternare grandi blockbuster a piccoli drammi. Quel che è certo (per ora…) è che non dirigerà un film sui supereroi.

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Fonte: Collider

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