La difficile saga The Interview post SonyLeaks continua.
Le ultime informazioni al riguardo sono di pochi giorni fa, quando lo studio aveva deciso di annullare la release del film a causa di ulteriori minacciati attentati. Successivamente, però, la Sony ha annunciato di avere ulteriori piani per una distribuzione del film, che racconta in modo satirico un immaginario attentato ai danni del dittatore nord-coreano Kim-Jung Un. Il fatto è che i cyber-terroristi del gruppo Guardians of Peace hanno richiesto specificatamente alla Sony che la pellicola non venga distribuita né in sala né in formato Home Video o Online via download o streaming.

Anche il presidente Obama è intervenuto in merito, esternando tutto il suo profondo rammarico per la decisione da parte di Sony di scendere a patti con gli hacker, che – a quanto pare – secondo l’F.B.I sarebbero stati autorizzati all’attacco proprio da Pyongyang, cosa che Kim-Jon Un, invece, nega categoricamente, annunciando persino un’indagine trasversale con gli Stati Uniti. Insomma, la guerra mediatica post SonyLeaks non accenna minimamente a placarsi, e sull’onda del dissenso e del malcontento generali, sembra che la Sony abbia trovato una piattaforma adeguata per una possibile release di The Interview, contravvenendo però, in questo modo, alle richieste dei GoP.

In accordo con il New York Post, il film di Seth Rogen e James Franco dovrebbe, infatti, essere presumibilmente rilasciato in Streaming gratuito sul canale Sony Crackle. La decisione, se confermata, sarebbe quanto mai sensata per la situazione mediaticamente disastrata in cui verte la credibilità dello studio, dato che il servizio VOD (Video on Demand) è innanzitutto ancora molto impopolare, e inoltre, in secondo luogo, altri servizi di streaming online potrebbero temere un ulteriore attacco ai propri database da parte dei GoP, quindi un rilascio controllato su un canale privato sarebbe la soluzione più appetibile. Certo, se rilasciato gratuitamente, The Interview farebbe perdere alla Sony i 44 milioni di dollari spesi per la sua produzione, anche se poi con una serie di annunci introdotti durante lo streaming (cosa che su Crackle avviene mediamente ogni dieci minuti n.d.a) potrebbe diminuire le perdite.

Il New York Post, comunque, non è la fonte più attendibile che ci sia, quindi la notizia venga presa con le dovute cautele, come si fa per un rumor.

Fonte: Collider

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