Avevamo sperato che qualcosa potesse cambiare dopo la pubblicazione, almeno online, del promo di The Interview che proclamava “in Franco and Rogen we trust”. Ma la rimozione da parte di Sony, quasi immediata, non ha lasciato alcun dubbio. Si aggiunga anche che l’FBI ha appena reso pubbliche le origini geografiche delle minacce terroristiche e dell’attacco hacker che ha sollevato una lista infinita di malumori e scandali sulla casa di produzione e su tutto il sistema hollywoodiano: la Corea del Nord.

«Le nostre investigazioni, condotte insieme ad altre agenzie e dipartimenti, non lasciano alcun dubbio circa la provenienza dell’attacco. Il responsabile è il governo della Corea del Nord», hanno detto i portavoce dell’FBI. Davanti a tale evidenza, Sony si tira indietro anche rispetto all’uscita in DVD del film. D’altro canto proprio ieri sera sulla CNN gli hacker avevano promesso di interrompere le azioni contro la casa di produzione a patto che il film venga censurato in ogni sua forma.

Ma alla conferenza stampa di fine anno, una voce contraria alla censura, si leva insieme alle proteste di George Clooney e agli atti di solidarietà da parte di tutto il mondo dello spettacolo, come quello, fuori dal coro, del padre di Game of Thrones George R.R. Martin.

Dopo l’intervento della Casa Bianca, il presidente Barack Obama parla direttamente alla casa di produzione: «se qualcuno si può permettere di bloccare un film satirico, pensate a cosa può accadere a un documentario. Se chi fa e distribuisce film si auto censura perchè ha paura offendere la sensibilità di qualcuno la cui sensibilità va offesa, non è americano. Non siamo questo. Sono in empatia con la Sony come azienda privata, capisco che si sia preoccupata, speravo mi parlassero prima. Avrei detto loro di non badare alle intimidazioni di questi attacchi criminali.»

E sul film, nello specifico, ha aggiunto: «adoro Seth e James. Se da una nazione straniera arrivano minacce di questo tipo, questo ci dà la misura del tipo di regime che vige in quei luoghi. Risponderemo proporzionalmente».

Il discorso completo del Presidente:

Fonte: Collider, The New York Times

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