Come sapete bene, da alcuni giorni sta impazzando lo scandalo Sonyleaks.

Riassumendo in breve. La Corea del Nord si era fin dall’inizio schierata contro la produzione di The Interview (di Seth Rogen e con James Franco) in quanto metteva in scena la morte del presidente Kim Jong-un.

Alle prime minacce verbali è seguito un attacco ai sistemi informatici di Sony, la casa di produzione del film, da parte dei cosiddetti Guardiani della Pace. Ciò ha portato alla pubblicazione massiccia di moltissime mail private di attori e produttori, e ha rivelato dettagli succulenti su molti film in lavorazione.

Ma le minacce non si sono fermate, tanto che i cyber-terroristi hanno minacciato di far saltare in aria i cinema che avrebbero mostrato il film.

A questo punto la Sony ha cancellato la realese.

Le reazioni di Hollywood sono state diverse, molti colleghi, produttori, conduttori televisivi e celebrità si sono uniti nel sostegno  a Seth Rogen e a James Franco e lo scrittore George R. R. Martin, ha addirittura offerto il suo cinema per la proiezione.

Ultimo a parlare del caso, in ordine di tempo, è George Clooney. L’attore ha dichiarato che Hollywood, in realtà, ha avuto paura. Moltissime star, terrorizzate di finire nel mirino degli hacker, hanno rifiutato di firmare la potizione proposta da lui e dal suo agente, per far uscire The Interview al cinema.

Nell’intervista rilasciata a Deadline dichiara:

«Qui stiamo parlando di un paese che decide di che cosa possiamo parlare. Questo riguarda non solo i film, ma colpisce ogni parte del nostro business. Questa è la verità. Ma dopo che è stata pubblicata la mail nella quale Amy Pascal [presidente Sony] prendeva in giro il Presidente Obama, tutti si sono tirati indietro e non hanno più patteggiato per lei. Ha fatto un errore imperdonabile, ma la verità è che le persone sanno bene quante cose terribili hanno scritto nelle loro mail private. E hanno paura.»

Sicuramente la faccenda è seria, tanto che anche la Casa Bianca ha fatto una dichiarazione, la trovate qui.

Fonte: Deadline

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