Odissea non è soltanto uno dei grandi eventi cinematografici dell’anno: è già, almeno in questa prima fase, uno dei titoli più forti nella corsa agli Oscar 2027. Il kolossal di Christopher Nolan è arrivato in sala con un carico enorme di aspettative, ha aperto con circa 264 milioni di dollari nel mondo e ha confermato la capacità del regista di trasformare anche un poema antico in un evento popolare, tecnico e culturale.
Il dato box office, però, è solo una parte del discorso. L’altra riguarda la percezione del film dentro l’industria. Secondo le prime ricostruzioni da Hollywood, le proiezioni per i membri dell’Academy hanno prodotto reazioni molto forti, con commenti quasi reverenziali nei confronti di Nolan e del film. Una frase, più di altre, ha già cominciato a circolare: «È il filmmaker definitivo del nostro tempo». Parole pesanti, soprattutto perché arrivano a pochi anni dal trionfo di Oppenheimer, che ha finalmente consegnato a Nolan l’Oscar per la regia e quello per il miglior film.
La domanda, quindi, è inevitabile: Odissea può davvero dominare la prossima edizione degli Academy Awards? E soprattutto: quanti Oscar può vincere?
Quante nomination può ottenere Odissea
In questo momento, una previsione realistica colloca Odissea in una fascia molto alta: tra le 12 e le 15 nomination. Non sarebbe sorprendente vederlo candidato in tutte le categorie principali e in quasi tutte quelle tecniche. È il classico film “totale” da Oscar: grande regia, grande cast, enorme ambizione produttiva, impatto commerciale, prestigio autoriale e un apparato tecnico imponente.
Le candidature più probabili sono Miglior film, Miglior regia, Miglior sceneggiatura non originale, Miglior attore protagonista per Matt Damon, fotografia, montaggio, sonoro, scenografia, costumi, trucco e acconciature, colonna sonora, effetti visivi e casting, nuova categoria particolarmente favorevole a un ensemble così ricco. Il punto più interessante riguarda gli attori. Matt Damon sembra il nome più solido, anche perché alcune delle reazioni più entusiaste dei votanti Academy si sono concentrate sulle sue scene più emotive, in particolare quelle legate alle Sirene e al cane Argo. In un film così gigantesco, sono proprio i momenti intimi a poter fare la differenza in campagna Oscar.
Più complicata la situazione nelle categorie di supporto. Anne Hathaway, Robert Pattinson, John Leguizamo, Jon Bernthal e soprattutto Samantha Morton potrebbero tutti avere argomenti forti, ma il rischio è la dispersione: quando un ensemble è così ampio, le candidature possono cannibalizzarsi. La nuova categoria per il casting, però, sembra quasi fatta apposta per un film come questo.
Quanti Oscar può vincere davvero
Essere frontrunner a luglio non significa vincere a marzo. La stagione Oscar è lunga, e spesso i film usciti in estate devono resistere all’arrivo dei titoli autunnali, dei festival, delle campagne più aggressive e dei possibili “nuovi amori” dell’Academy. Detto questo, Odissea parte da una posizione fortissima. Lo scenario prudente è un bottino tra i 4 e i 6 Oscar. Anche se dovesse perdere Miglior film, il film di Nolan sarebbe comunque competitivo nelle categorie tecniche: fotografia, sonoro, montaggio, scenografia, costumi e colonna sonora sono territori molto favorevoli.
Lo scenario forte, al momento il più plausibile se l’entusiasmo resterà stabile, è tra i 7 e i 9 Oscar. In quel caso Odissea potrebbe aggiungere alle categorie tecniche premi pesanti come Miglior regia, Miglior attore protagonista o Miglior sceneggiatura non originale. Lo scenario trionfale, sopra i 10 Oscar, è possibile ma prematuro. Per arrivarci servirebbe una corsa quasi inarrestabile, simile per forza industriale e narrativa a quella di Oppenheimer, o addirittura a un trionfo “di coronamento” come Il ritorno del re.
Odissea ha gli elementi per provarci: il consenso, il box office, il formato-evento, Nolan, la scala produttiva. Ma deve ancora superare il test più difficile: restare il film di cui tutti parlano anche quando arriveranno gli altri contendenti.
Leggi anche: Vi scappa durante Odissea? Ecco i momenti migliori in cui potete andare in bagno
Quali film possono contendergli il Miglior film
Il rivale più naturale, almeno sulla carta, è Dune: Part Three. Denis Villeneuve potrebbe chiudere una trilogia già amatissima dall’industria e dal pubblico, e l’Academy potrebbe essere tentata da una logica di coronamento. Come Odissea, anche Dune parte da una forza tecnica enorme: fotografia, sonoro, scenografia, effetti visivi, costumi. Il rischio, però, è che i due film si sovrappongano in parte come grandi blockbuster d’autore, e che Nolan arrivi alla corsa con un vantaggio più trasversale. Un altro titolo da seguire è Project Hail Mary, con Ryan Gosling. Il film ha un potenziale molto diverso: fantascienza, grande pubblico, emozione, racconto di sopravvivenza e possibile appeal sentimentale. Per battere Odissea, però, dovrebbe diventare il film “di cuore” della stagione, quello capace di unire spettacolo e commozione in modo irresistibile.
C’è poi Digger di Alejandro González Iñárritu con Tom Cruise, un progetto che sulla carta ha tutto per attirare l’attenzione dell’Academy: un autore già premiato, una star globale, un possibile racconto di rilancio e prestigio. Molto dipenderà dal tono del film e dalla sua accoglienza: Iñárritu è un regista capace di dividere, e dopo Bardo l’Academy potrebbe essere più cauta. Attenzione anche a The Social Reckoning, il nuovo progetto di Aaron Sorkin e all’universo di The Social Network. Potrebbe essere un titolo più forte nelle categorie di scrittura e interpretazione, ma se intercettasse davvero il clima politico e culturale dell’anno, potrebbe diventare un rivale serio anche per Miglior film.
Infine, come accade sempre più spesso, va considerato il fronte internazionale e festivaliero. Film come La Bola Negra o Fjord potrebbero emergere con forza tra Cannes, Venezia, Telluride, Toronto e il resto della stagione. Per battere Odissea, però, non basterà il prestigio critico: servirà un consenso largo, capace di trasformare un titolo d’autore in un vero fenomeno Academy.
Leggi anche: Odissea, QUELLA scena non lascia dubbi: non siamo pronti per un horror di Christopher Nolan
Il film da battere, ma non ancora il vincitore
Odissea oggi è probabilmente il film da battere. Ha l’autore, il successo, l’ambizione, il cast, la forza tecnica e una narrativa industriale potentissima: Nolan che, dopo Oppenheimer, torna con un’opera ancora più grande e prova a trasformare Omero in cinema totale. In una stagione Oscar, tutto questo conta moltissimo.
Ma la corsa non è finita, è appena cominciata. Il vantaggio di Odissea è evidente, così come il rischio: essere troppo presto il favorito significa diventare anche il bersaglio principale. Da qui ai prossimi mesi arriveranno festival, recensioni, campagne, sorprese e inevitabili contro-narrazioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA