Paternità, violenza, eutanasia. Sono i temi più forti evidenziati da Piera Detassis, direttore artistico del Festival Internazionale di Roma, che ha presentato oggi le linee principali dei film delle varie sezioni. «Per la prima volta tra le pellicole in concorso ci sono molte opere prime e seconde. Per l’edizione del 2010 ci sono molte meno major: possiamo dire che vince la classe 1964 per i registi e una maggiore presenza femminile. È un segnale di mutazione che noi cogliamo al volo scegliendo come una madrina del Festival una star ancora più giovane, Valeria Solarino, dando anche un particolare premio, l’Acting Award, a Julianne Moore (presente al Festival con il film The Kids are all right) riceverà il 2 novembre il premio». Sulla presenza dei film italiani Piera Detassis ha segnalato la selezione di storie girate fuori dall’Italia con attori stranieri: «C’è differenza tra il cinema italiano selezionato nel 2009 e quello di questa edizione: scherzando abbiamo parlato di una produzione che rappresenta una fuga metaforica dall’Italia perchè va segnalato che ci sono almeno tre film non girati in Italia come Gangor di Italo Spinelli, Io sono con te di Guido Chiesa, girato in arabo e in greco antico, e Una vita tranquilla di Claudio Cupellini girato in Germania». Sulla presenza anche di prodotto pensato per la televisione la Detassis ha aggiunto: «Non si può più far finta che la serialità televisiva non abbia uno scambio fertile con il cinema di qualità: per questo presenteremo la versione cinematografica de Le cose che restano di Gianluca Tavarelli e 70 minuti della puntata pilota Boardwalk Empire di Martin Scorsese, che Sky trasmetterà. In più ci tengo a sottolineare che il 58% dei frequentatori del nostro festival sono spettatori, mentre il 42% sono addetti ai lavori: è un dato che non possiamo sottovalutare». (Foto Getty Images)

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