Capita che la fama di un film trascenda il contenuto specifico e che il suo portato simbolico sia più ampio del suo significato letterale. È accaduto a The Interview che, pur rimosso dai cinema americani e pur ostracizzato internazionalmente in ogni sua forma, a seguito dell‘attacco terroristico ai sistemi informatici Sony e alle intimidazioni nord-coreane, ha riscosso un successo fuor di misura online. Per lo meno sui quei siti che notoriamente riportano il gradimento di una pellicola da parte del pubblico.

Mentre tutta Hollywood, l’opinione pubblica e persino la Casa Bianca, con il presidente Obama in persona, discutevano dell’accaduto, gli utenti di Internet Movie Database si sono mobilitati per far passare il film dal punteggio di 9,9 degli ultimi giorni a quello di un 10 pieno. Su Rotten Tomatoes il pubblico è stato più cauto: su su 28,684 votanti, il 96% si è detto favorevole alla visione e il voto complessivo è stato di 4,2/5.

La critica ha espresso invece pareri più moderati: il Tomatometer, che registra la percentuale di approvazione da parte di chi recensisce ufficialmente le pellicole, si è fermato al 53%, con un rating medio di 6,4/10. Contrariamente all’approvazione grassroots, chi aveva visto il film realmente, non ha espresso lo stesso sostegno alle avverse vicende cinematografiche della pellicola. Il consenso si ferma dunque alla sufficienza, perchè «pur adombrato dalle controversie, il giudizio di The Interview si basa su una sceneggiatura che offre risate a metà, rafforzate dai suoi due piacevoli attori».

Su tutti il The Wall Street Journal rimprovera al film di essere l’ennesima «commediola da ragazzotti con un’estetica disordinata», che, se nulla fosse andato storto, si sarebbe fatta notare solo dagli adolescenti per il suo humour poco divertente e non memorabile. A dispetto di questo giudizio, tuttavia, il film risulta il più apprezzato della storia, almeno sul web. Intanto, attendiamo la prossima mossa da parte di Sony, che forse avrebbe trovato il modo di distribuire la pellicola.

Fonte: The Verge

 

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